Salute orale, nutrizione e demenza: una relazione confermata dalla scienza

17 Giugno 2026
Salute orale, nutrizione e demenza: una relazione confermata dalla scienza

Non tutti sanno che attualmente la letteratura scientifica suggerisce che il legame tra salute orale, alimentazione e funzioni cognitive sembra essere molto più stretto di quello che si pensa.

La bocca non serve solo a sorridere o a masticare: è un sistema biologico complesso, connesso al sistema immunitario, alla nutrizione e perfino alla salute del cervello. Sempre più studi mostrano che condizioni come parodontite, perdita dei denti e difficoltà masticatorie possono associarsi a un aumento del rischio di deterioramento cognitivo e demenza.

I meccanismi biologici alla base di questa teoria possono essere riassunti in:

1.        Infiammazione cronica sistemica;

2.        Ruolo di batteri orali specifici;

3.        Errata masticazione.

Il primo meccanismo studiato è l’infiammazione cronica sistemica e la sua correlazione con una delle condizioni più comuni ovvero la parodontite, un’infiammazione cronica delle gengive e dei tessuti che sostengono i denti che può contribuire a uno stato di infiammazione sistemica cronica.

E come ben sappiamo ormai dalla letteratura l’infiammazione cronica è considerata uno dei possibili fattori coinvolti nel declino cognitivo. In altre parole, una bocca trascurata potrebbe diventare una fonte continua di infiammazione per l’intero organismo.

Nel centro SMA in cui lavoro sottolineo spesso come l’infiammazione possa essere un fattore coinvolto in una varietà di sintomi clinici, anche non sempre immediatamente riconoscibili o connessi al tema alimentare. Per questo, l’esecuzione di alcuni test specifici come Metabolic Recaller Program può essere utile per comprendere meglio il quadro individuale e orientare strategie mirate alla riduzione dello stato infiammatorio.

Il secondo meccanismo studiato è legato al ruolo che alcuni batteri orali hanno nei confronti del cavo orale.

In particolare, alcuni ricercatori stanno indagando il ruolo di Porphyromonas gingivalis, un batterio che si ipotizza possa influenzare, direttamente o indirettamente, i meccanismi neurodegenerativi.

Sembrerebbe infatti che non si limiti a colonizzare il cavo orale, ma che entrando nel circolo sanguigno, contribuisca ad aumentare il livello di molecole pro-infiammatorie, favorendo neuroinfiammazione e aumentando l’infiammazione sistemica cronica.

Masticare bene permette di seguire una dieta completa e varia, evitando carenze nutrizionali importanti anche per la salute del cervello.

Infine, un terzo elemento molto poco studiato è la scarsa masticazione che sembra essere associata a carenze nutrizionali.

La perdita dei denti o la presenza di protesi può ridurre la capacità di masticare in modo efficace. E qui entra in gioco il fattore fondamentale della corretta nutrizione.

Chi mastica con difficoltà tende spesso ad evitare alcune categorie alimentari come frutta fresca, verdure crude, legumi, frutta secca, proteine fibrose come carne o pesce.

Al loro posto possono aumentare cibi più morbidi, raffinati o ultra processati, spesso più poveri di fibre, vitamine e nutrienti neuroprotettivi e con un contenuto di zuccheri più elevato.

È il caso di preparazioni ad alta densità calorica ma con scarso valore nutrizionale, come budini, frutta cotta e alimenti omogeneizzati.

Il risultato può essere un apporto ridotto di vitamine e minerali e un contenuto di zuccheri più elevato che come ben sappiamo possono essere associati a un maggior rischio di declino cognitivo, come indicato in questo articolo.

Al contrario alimenti tipici di una dieta equilibrata come acidi grassi “buoni”, cereali integrali, frutta e verdura ricche di vitamine del gruppo B sembrano avere un ruolo sia nella protezione delle gengive sia nella salute cerebrale.

In conclusione, la maggior parte degli studi disponibili mostra associazioni significative, ma non sempre una causalità diretta. Questo significa che avere una parodontite non implica automaticamente sviluppare demenza.

La letteratura odierna conferma tuttavia che proteggere il cavo orale durante l’invecchiamento potrebbe contribuire a preservare non solo la qualità della vita, ma anche l’aspetto cognitivo.

Invecchiare bene non dipende solo dalla memoria o dall’attività fisica. Anche mangiare bene, poter masticare bene e mantenere una bocca sana possono diventare tasselli importanti della salute cerebrale.