La genetica "più cicciottella" risponde meglio alla dieta giusta


di Michela Carola Speciani
17 Gennaio 2018

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La genetica influenza indubbiamente tanto di quello che siamo, ma non deve essere vissuta come un destino ineluttabile segnato, soprattutto quando si parla di obesità, e ce lo ricorda uno studio pubblicato sul British Medical Journal nei primi giorni del 2018.

Lo studio in questione ha analizzato 8.828 donne e 5.218 uomini per 20 anni (con valutazioni intermedie ogni  anni) e ha valutato da una parte l'influenza della genetica sulle variazioni di peso e di BMI (indice di massa corporea) del partecipanti, dall'altra quanto l'aderenza a diverse tipologie dietetiche fosse in grado di modificare le variazioni di peso influenzate da una genetica più o meno “obesa”.

Il risultato è davvero interessante: i più suscettibili geneticamente all'obesità, nel percorso ventennale di aderenza alla dieta, erano anche i più suscettibili ai cambiamenti nutrizionali, risultando in variazioni di peso maggiori. 

Una genetica più predisposta all'obesità si è rivelata in grado di rispondere meglio a variazioni nutrizionali che limitavano gli zuccheri raffinati e i grassi trans aumentando fibra e grassi buoni: niente più scuse per nessuno!

Le diete che hanno funzionato in questo modo, in particolare, riducevano gli zuccheri semplici, contenevano abbondanti quantità di frutta e verdura e prediligevano carboidrati integrali e ricchi di fibra come le leguminose a fonti più raffinate.

Le fonti proteiche e di grassi utilizzate contenevano per lo più grassi polinstauri, con un focus importante su noci e pesce, lasciando da parte le carni processate e i grassi trans.

Altre variabili messe in pratica sono state la riduzione del consumo di alcol, di bevande zuccherate e del sale.

Ottime notizie quindi per chi ha una genetica “più cicciottella”: l'organismo è in grado di rispondere in modo efficace ai cambiamenti nutrizionali ben fatti ed è in grado di farlo addirittura meglio rispetto a chi geneticamente è meno suscettibile all'obesità. 

Indipendentemente dalla propria genetica, meglio lasciare da parte quindi dolci, succhi di frutta, cereali raffinati, alcol e prodotti salati e processati (come chi ha avuto successo nello studio) e scegliere nella propria quotidianità alimenti  semplici e ricchi di fibra come frutta e verdura, leguminose, cereali integrali, noci, pesce...

Cambiare "vita” potrebbe essere più semplice del previsto, con il giusto impegno.

Bibliografia essenziale