Stitichezza: come rendere felice il tuo intestino senza ricorrere all'uso di lassativi


di Beatrice Zantedeschi
14 Settembre 2023

Immagine di stockking su Freepik

Sempre più pazienti ricorrono a lassativi e farmaci da banco senza sapere che questi in realtà possono perpetuare il problema o addirittura creare dipendenza.

Sia i normali lassativi da banco che quelli naturali procurano un sollievo solo temporaneo ed un loro uso prolungato (per settimane o addirittura per mesi) può causare un rallentamento del transito intestinale, peggiorando la situazione.

Una ricerca pubblicata nel 2023 sulla rivista Neurology ha evidenziato come l'uso regolare di lassativi da banco sia fortemente connesso al declino cognitivo e allo sviluppo anticipato di demenza.

L'alimentazione è certamente tra i primi fattori da modificare per combattere la stitichezza.

La dieta deve essere ricca di fibre, soprattutto frutta e verdura. Da sempre il motto del centro SMA in cui lavoro è “Crudo, Vivo e Colorato” e consiste nello sgranocchiare piccoli pezzi di frutta e verdura cruda prima di qualsiasi pasto, colazione compresa. Oltre a frutta e verdura, è importante anche consumare cibi integrali e cereali in chicco in sostituzione degli alimenti raffinati.

Particolare attenzione deve essere prestata anche all'idratazione, bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno in modo da idratare correttamente l'intestino. Suggerisco sempre ai miei pazienti di iniziare a bere fin dal risveglio, inserendo almeno 1-2 bicchieri di acqua prima della colazione. La semplice acqua potrebbe essere sostituita da tisane, infusi senza zuccheri o acque aromatizzate (lasciando ad esempio in infusione qualche fettina di limone, cetriolo e delle foglioline di menta).

Anche la masticazione può giocare un ruolo importante. Mangiare lentamente è fondamentale in quanto tutto quello che non è correttamente masticato aggrava il lavoro dell'intestino e peggiora la stitichezza. Curare la masticazione e prendersi il giusto tempo per consumare i pasti diventa una regola da seguire attentamente. Un buon esercizio potrebbe essere quello di provare a mangiare con la mano non dominante o posare la forchetta tra un boccone e l'altro.

Ultima, non per importanza, l'attività fisica. Il movimento attiva la motilità intestinale e dovrebbe essere parte integrante della propria quotidianità. È sufficiente inserire una camminata quotidiana a passo sostenuto di almeno 30-40 minuti. Per chi ha difficoltà di movimento può essere sufficiente qualche giro attorno al tavolo della cucina, magari dopo aver fatto colazione.

Oltre al cambio di abitudini risulta sicuramente utile l'effettuazione di un test Recaller per indagare il proprio profilo alimentare e misurare il grado di infiammazione, spesso presente in situazioni di disagio intestinale. La riduzione dell'infiammazione da cibo ed il recupero della tolleranza con l'impostazione di una dieta di rotazione settimanale si rivelano utilissimi ogni qualvolta sia necessario sistemare la pancia.

Si può quindi evitare di ricorrere a lassativi (anche se di origine vegetale) per combattere la stitichezza e lasciare il loro impiego come ultima possibilità di scelta limitandone l'utilizzo ad un periodo limitato.