Frutta e verdura: la ricchezza di fibra idrosolubile che controlla infiammazione e allergie


di Attilio Speciani
17 Giugno 2016

Asma, allergia e infiammazione hanno a che fare con la frutta e con la verdura.

Da sempre il nostro mantra del "Crudo, Vivo e Colorato" (che consiste nel mangiare piccoli pezzi di frutta e verdura cruda prima di qualsiasi pasto, colazione compresa) è uno dei punti di forza delle terapie antiallergiche e antinfiammatorie che impostiamo nel nostro centro.

Non è solo questione di vitamine e antiossidanti, ma anche di fibra idrosolubile, presente in maniera ampia in frutta e verdura e che aggiunge importantissime qualità a questi alimenti.

La fibra non è digeribile dagli esseri umani, ma grazie all'azione dei batteri intestinali (che rappresentano il microbioma personale), la elaborazione della fibra porta alla produzione di acidi grassi a catena corta (short chain fatty acids) che riducono  il livello degli eosinofili, delle IgE totali e delle sostanze infiammatorie correlate all'allergia, oltre che ridurre la produzione di muco dalle stesse mucose.

Un gruppo di ricercatori del centro di pneumologia di Losanna, ha pubblicato su Nature Medicine una ricerca molto dettagliata in cui ha ben evidenziato questi effetti nel topo, con l'alta probailità che siano validi anche nell'uomo (Trompette A et al, Nat Med. 2014 Feb;20(2):159-66. doi: 10.1038/nm.3444. Epub 2014 Jan 5).

Lo statunitense Huffnagle ha poi ripreso lo stesso tema, confermando l'azione antiallergica respiratoria ottenuta con l'intervento del microbioma sulla fibra alimentare (Huffnagle GB. Nat Med. 2014 Feb;20(2):120-1. doi: 10.1038/nm.3472).

La fibra è caratterizzata come idrosolubile e non-idrosolubile. Quella idrosolubile è presente nella verdura e frutta fresca (ad esempio nelle foglie verdi, negli ortaggi fibrosi come sedano, finocchi e peperoni) e nei chicchi di cereali interi.

La lavorazione industriale tende a rimuovere questo tipo di fibra, perché essendo legata all'acqua si trova in alimenti che si deteriorano più rapidamente; sono quindi praticamente assenti nei prodotti industriali, che cercano di avere scadenza più lunga dei cibi freschi.

Le azioni di questo tipo di fibra (conosciute anche come pectine, gomme, mucillagini) sono numerose, e in parte già note:

  1. aumento del potere saziante;
  2. ridotto assorbimento intestinale di grassi (colesterolo in particolare);
  3. riduzione dell'indice glicemico di un pasto (rallentandone l'assorbimento).

Oggi, sapendo che la loro sinergia con il microbioma conferma l'attività antiallergica, abbiamo a disposizione una ulteriore arma per affrontare l'infiammazione da cibo e le sue conseguenze.

Ecco allora che banane, mele, pere, prugne, carciofi, cipolle, pesche e legumi come i ceci e i piselli sono in grado di apportare fibra solubile che può aiutare l'azione del microbioma nella produzione degli acidi grassi a catena corta, che stimolano il sistema immunitario a livello polmonare e respiratorio (ne aumentano l'attività senza indurre la reazione allergica) e controllare la severità della infiammazione allergica.

È un motivo in più per mettere frutta e verdura sulla tavola, e goderne in serenità.