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Agnus castus è afrodisiaco o riduce la sessualità?

Gentilissimo Dottore,nella vostra scheda sulla sessualità è indicato il rimedio "Agnus castus" per ovviare a problemi di scarsa erezione. Nella scheda di agnocasto poi lo stesso è indicato come "anafrodisiaco".Potrebbe gentilmente chiarirmi l'interpretazione?Grazie e distinti Saluti. Angelo Gentile lettore, L'Agnus castus come giustamente può trovare alla voce "sessualità", è un rimedio fitoterapico che contrasta il testosterone per cui vengono attribuite alla pianta delle proprietà anafrodisiache per l’uomo, cioè sembrerebbero agire nel ridurre i fenomeni di eccitazione sessuale.  L'effetto terapeutico del rimedio Agnus castus 7 ch, è opposto invece a quello del fitoterapico e può avere individualmente una azione di tipo afrodisiaco. Infatti lo stesso fitoterapico che ha un certo effetto a dosaggio ponderale cioè a concentrazione molecolare significativa, può avere un effetto opposto se usato in diluizione omeopatica, nella quale il principio attivo iniziale risulta molto diluito (dosaggio infinitesimale) e dinamizzato (succussioni ripetute della diluizione).Il concetto fondamentale su cui si basa l'omeopatia infatti,  usando una semplificazione, e che se una sostanza qualsiasi, come il veleno Arsenico (lo stesso di "arsenico e vecchi merletti") usato a dosi ponderali determina malessere, dolori addominali, diarrea, vomito eccetera, la stessa sostanza (sempre Arsenico) diluita e dinamizzata a dosaggi infinitesimi, agirebbe in un certo senso come un "vaccino" nei confronti della malattia. In omeopatia quindi, una persona che avesse diarrea, malessere, intossicazione eccetera, potrebbe beneficiare come terapia di "arsenico omeopatico". Così, mentre appunto Agnocasto (come fitoterapico) può nel maschio ridurre l'attività sessuale, come omeopatico la può stimolare. In altre situazioni invece, quando la pianta o il principio originale hanno altri tipi di azione, una diluizione bassa, come ad esempio un Taraxacum 5 CH o 6 DH, ha azione sinergica alla pianta. Il preparato omeopatico Taraxacum 5 CH ha infatti la stessa azione (stimolo della funzione epatica) della pianta intera o della sua Tintura Madre. Questo fenomeno avviene soprattutto quando il rimedio vegetale di partenza non ha possibili azioni tossiche o di tipo farmacologico preciso come descritto con Arsenico. La azione di un rimedio omeopatico quindi avrà una azione o l'altra (sinergica o antitetica al principio di partenza) in relazione alla scelta del dosaggio, e il suo impiego sarà quindi legato alla esperienza storica e alla conoscenza della Materia Medica. Cordialmente Dottor Enrico Bevacqua


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