Influenza suina: protetti con la giusta integrazione


di Attilio Speciani
03 Dicembre 2009

Proviamo a pensare per un istante che il virus di una terribile forma influenzale colpisca la nostra famiglia e che questo (un mutante pericoloso del virus normale) sia stato volutamente trasmesso dal figlio del vicino di casa che mangia solo merendine e non sa cosa siano frutta e verdura.

Questo scenario drammatico e rischioso non è frutto della sola fantasia.

Un gruppo di scienziati della North Carolina University ha scoperto che le persone con deficit nutrizionali, consentono la mutazione dei virus classici, che si trasformano in pericolosi mutanti; questo vale per tutti i virus, raffreddore, AIDS e Ebola compresi.

Un articolo pubblicato su FASEB Journal (Beck MA et al, FASEB J 2001 Jun;15(8):1481-3) ha presentato i risultati di una ricerca sperimentale che ha confermato questa inquietante prospettiva.

Un deficit di Selenio subclinico (che cioè non sembra dar luogo a malattie particolari da carenza del minerale) consente al virus umano dell'influenza di trasformarsi in una forma più virulenta.

Per questo studio è stato usato il virus di una Influenza A Bangkok. Una volta che il virus è mutato, si ridiffonde nella popolazione sana, e cresce enormemente il rischio di gravi epidemie.

Altre successive pubblicazioni scientifiche hanno evidenziato il valore di questo aspetto anche per la Vitamina C (Li W et al, J Nutr 2006 Oct;136(10):2611-6); l'articolo, pubblicato sul Journal of Nutrition, ha evidenziato non solo che la carenza di Vitamina C può favorire le complicanze polmonari dell'influenza, ma che la stessa carenza ha anche una interferenza metabolica sull'organismo, attivando il fattore nucleare NF-kB che condiziona l'obesità e le malattie degenerative.

Il problema quindi non riguarda solo la singola persona, che nutrendosi male come magari il figlio del vicino di casa si ammala più facilmente, ma anche chi pur mangiando frutta e verdura, e senza deficit nutrizionali, si trova esposto ai virus "portati" dal vicino e deve lottare in modo faticoso per difendersi.

La portata di questi dati si estende anche nel campo sociale ed etico: molti paesi del terzo mondo non raggiungono ad esempio neanche i livelli minimi di assunzione di Selenio nella loro dieta, e rischiano quindi di diventare non solo serbatoi di virus che possono trasmettersi a chi si nutre correttamente, ma anche focolai di trasformazione di virus mutanti.

Finalmente ci è più chiaro ciò che avviene per il terrificante virus Ebola, che con il suo continuo mutare turba i sonni degli esseri umani e dei virologi.

E lo stesso problema si pone anche per tutti i virus nuovi, dalla SARS al virus della influenza aviaria H5N1.

Una maggiore attenzione ai problemi dei paesi poveri e al loro stato nutrizionale potrebbe essere la chiave di volta del controllo di molte forme di malattia, per tutti gli abitanti del pianeta.

In una ottica personale di attivazione delle proprie difese, è invece evidente che la integrazione di Selenio, di Zinco, di Rame e di Manganese, affiancati ai più tradizionali apporti di Vitamina C, rappresenta la difesa più potente e più a buon mercato da qualsiasi infezione virale.

Aggiornamento del 19 agosto 2014

Mentre scrivevo oggi, agosto 2014, un articolo sulla epidemia di Ebola, ho ritrovato indicizzato su Google questo articolo che state leggendo sull'influenza H1N1 suina. Con molto piacere ho scoperto che il mio articolo, giudicato una pesante "bufala" era stato segnalato in un blog dall'interessante nome di "il re della bufala". IL blogger evidentemente, riteneva che le mie interpretazioni fossero semplicistiche e rappresentassero delle vere e proprie "bufale" da deridere e condannare (si era a epidemia appena iniziata), a fronte della serietà (così lui credeva) di una infezione virale come quella dell'H1N1 suina. Il tempo, da vero galantuomo, ha avuto ragiuone, e ora sappiamo dove era la bufala