Evviva il piatto di pasta: come renderlo ottimo per salute, linea e benessere


di Michela Carola Speciani
14 Settembre 2016

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Chi ha detto che la pasta non si può mangiare quando si è a dieta o si sta attenti alla linea e alla salute?

Gli accorgimenti da mettere in atto per rendere un piatto di pasta adatto ai propri obiettivi di tono, salute e forma fisica sono solo tre, facilissimi, e li vediamo qui di seguito.

Il primo passo è scegliere della pasta integrale: il chicco “intero” agisce in modo sistemico modulando l'appetito e il senso di fame, lasciando più a lungo un senso di soddisfazione nutrizionale. 

Attraverso lo stimolo dell'IL-10 agisce in maniera positiva sui livelli di infiammazione generalizzata. Infine, il ruolo della fibra presente nella salute intestinale, la rende l'unica scelta auspicabile per la quotidianità di ciascuno.

Se ne avete assaggiata in passato restandone negativamente traumatizzati, sappiate che la pasta integrale è molto cambiata negli anni e, ad oggi, quasi indistinguibile dalla controparte raffinata.

Il secondo accorgimento per una pasta buona per dieta, palato e fisico riguarda il condimento che va… aumentato (e, spesso, cambiato un po')!

Le proteine sono una parte indispensabile nella alimentazione di tutti ed è frequente che la quantità assunta quotidianamente dall'italiano medio sia spesso decisamente inferiore rispetto agli standard (quelli dell'OMS stanno attorno agli 0,8 g di proteine giornaliere per kg di peso corporeo).

Per questo, la pasta ideale, vuole essere un piatto unico, ben bilanciato in carboidrati e proteine. Questo accorgimento permette sia di avvicinarsi al raggiungimento della quota proteica utile ogni giorno, sia di modulare l'impatto glicemico del piatto stesso.

Aggiungere una consistente parte proteica al piatto di carboidrati permette un miglior controllo degli zuccheri nel sangue, dell'appetito e della fame, con effetti metabolici importanti. La quota di proteine (carne, pesce, uova, formaggio, semi oleosi) dovrebbe essere volumetricamente all'incirca uguale a quella di carboidrati, senza paura di mescolare anche proteine di origine diversa.

La terza attenzione riguarda gli oli: sempre, cuocerli è un male. Le alte temperature modificano la struttura molecolare di oli anche molto buoni in partenza, rendendone radicalmente opposto l'effetto.

Un olio di singolo seme spremuto a freddo e aggiunto a crudo al piatto (pasta o carne che sia) fornisce un quantitativo importante di grassi polinsaturi (tra cui omega-3 e omega-6) perfetti per il miglioramento dei parametri infiammatori generali e ottimi per la salute di cuore e arterie.

Un'ultima notazione riguarda la variabilità dei cereali: la gluten sensitivity, senza essere celiachia, è una realtà in incremento nella popolazione non solo italiana, ma anche europea.

Variare il tipo di pasta utilizzata, lasciandosi ingolosire da varianti che utilizzino le lenticchie nella lavorazione, o anche semplicemente cereali come  la quinoa, il riso o il mais (sempre integrali) è una buona idea per variare maggiormente la propria alimentazione quotidiana, ridurre la propria infiammazione da cibo e continuare a stare bene (e meglio) con gusto.

Questi piccoli accorgimenti, applicati alle ricette preferite, sono ottimi per rendere un piatto già gustoso, anche ottimo per la salute di ognuno.

Non resta che augurare buon appetito.