Le tre forme di infiammazione correlate al cibo. Una evoluzione scientifica che coinvolge tutti


di Attilio Speciani
26 Marzo 2019

dolgachov / 123RF Archivio Fotografico

È in atto una importante evoluzione in ambito scientifico che coinvolge, anche in modo inaspettato, la relazione tra alimentazione e salute.

L'esistenza di un rapporto tra ciò che si mangia e il proprio stato di benessere è percepita da tutti, ma l'importanza della sua misurazione è oggi evidente, per evitare derive comportamentali assurde, come quelle delle diete di eliminazione, che possono arrivare a creare danni peggiori di quelli che cercano di curare. 

Essere in grado di definire il livello di infiammazione presente nell'organismo rappresenta il discrimine tra supposizione e certezza e le più recenti conoscenze scientifiche consentono di comprendere finalmente le soluzioni ai molti problemi di salute correlati agli aspetti infiammatori della nutrizione.

La percezione di una relazione diretta tra ciò che si mangia e numerose malattie o disturbi ha ricevuto conferme precise nel corso degli ultimi anni.

  • Dal 2007 è confermato che alcune citochine, come il BAFF, si alzano nell'organismo quando un cibo determina dei sintomi percepibili (infiammazione da cibo).
  • Dal 2011 la Harvard Medical School ha definito le regole per "nutrirsi bene", definendo che una scorretta combinazione di proteine e carboidrati in ogni pasto può creare infiammazione.
  • Dal 2017 è evidente, sul piano scientifico, che il 62% delle reazioni infiammatorie o allergiche di cui non si comprende la causa possono dipendere da un eccesso di zuccheri.

Significa che nel volgere di 12 anni sono emerse in modo scientifico le ragioni non solo di una singola forma infiammatoria, ma di ben tre forme infiammatorie differenti, tutte legate all'alimentazione.

I sintomi legati all'alimentazione possono dipendere dal tipo di cibo mangiato, dalla presenza eccessiva o ripetitiva di zuccheri e dal "timing" alimentare e dal modo in cui si mangia. Tutte condizioni modificabili senza mai rinunciare del tutto agli alimenti e aiutando a riconquistare un'alimentazione varia e completa.  

Da ricercatore posso pensare che a breve arriveremo a conoscere anche altre forme di infiammazione alimentare. Una volta capito che malattie come l'artrite, le malattie autoimmuni, l'emicrania e tutte le forme irritative intestinali sono fortemente dipendenti dal tipo di cibo che si mangia o dal mondo in cui lo si usa, la ricerca delle possibili cause alimentari non è più solo una curiosità ma diviene una prassi attenta del proprio modo di fare il medico. 

Di certo siamo di fronte ad un evento rivoluzionario. Il cibo non è più un nemico, ma un potente alleato per riconquistare la guarigione e il benessere attraverso il fisiologico e naturale rapporto con il cibo. 

Uno dei motti del mio gruppo di ricerca è "misurare è meglio che supporre" e questi ultimi anni hanno potuto accompagnare il passaggio da considerazioni negativizzanti sul cibo (le cosiddette "intolleranze alimentari"), spesso basate su supposizioni ascientifiche, alla possibilità di valutare la molto più ampia correlazione tra i diversi tipi di infiammazione e il modo in cui ci si nutre.

Sono stati anni in cui un pensiero imperfetto ha comunque consentito di riflettere su questo tema e di portare ad una conoscenza solidamente basata su dati ripetibili. 

Misurando con chiarezza, in modo ancora perfettibile, ma finalmente certo, i fenomeni che guidano la salute umana. Basta pensare alla importanza del BAFF nella genesi delle malattie autoimmuni o dei fenomeni legati ai disturbi intestinali. Scoprire che basta fare dei cambi di abitudini alimentari e mantenere un rapporto di amicizia con il cibo per migliorare il proprio stato di salute con la capacità d misurare in modo scientifico e documentato quello che avviene è stato ed è un passo fondamentale della ricerca attuale.

Il mio ultimo libro, "Le intolleranze alimentari non esistono" porta come sotto titolo "La relazione infiammatoria tra cibo e salute finalmente spiegata in modo scientifico". Per la prima volta vengono spiegate in modo organico le tre forme di infiammazione da cibo (almeno quelle che conosciamo finora) discutendo come mettere in pratica questa conoscenza nella propria quotidianità.

Questa sera, giorno 26 marzo 2019, alle ore 19.15 presenterò il libro presso:

  • Libreria Open, Viale Monte Nero 6, Milano

I posti a sedere sono già stati prenotati (ed esauriti) da tempo, ma non a caso la libreria si chiama "Open", essendo strutturata come uno spazio aperto in cui anche chi entra semplicemente per acquistare un libro può ascoltare (in piedi) la presentazione e partecipare liberamente all'evento

Sarà un piacere incontrarsi e discutere di come si stiano gettando finalmente basi scientifiche per la progressione scientifica e concreta della relazione tra cibo e salute. 

Alcuni dei prossimi appuntamenti per la presentazione del libro "Le intolleranze alimentari non esistono":

  • in Puglia, Giovedì 4 Aprile, a Molfetta (ore 18.00, Auditorium Chiesa della Madonna della Pace, per info: Farmacia Grillo, tel. 080 3971377 oppure 347 0306004)
  • in Piemonte, Sabato 6 Aprile, a Biella (ore 17.00, Libreria Vittorio Giovannacci, Via Italia 14, Biella)
  • in Sardegna, Sabato 18 Maggio, a Sassari (ore 11.00, Messaggerie Sarde, Piazza Castello 11, Sassari)
  • in Piemonte, Giovedì 6 Giugno, a Torino (ore 18.30, Libreria Paravia, Via Arbarello 6, Torino)