Colon irritabile, colite e alimentazione


di Mattia Cappelletti
10 Ottobre 2017

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La sindrome del colon irritabile (IBS) e la colite sono condizioni che riguardano l'intestino e che spesso vengono accomunate in un'unica patologia.

Entrambe implicano un'alterata attività intestinale e la comparsa di sintomi quali dolori, modifica della frequenza di evacuazione, gonfiore, presenza di gas, e altri sintomi che influenzano in modo importante la vita quotidiana.

Nello specifico, il termine “colite” indica semplicemente un'infiammazione o una irritazione del colon, cioè dell'ultimo tratto dell'intestino. 

Anche il sistema nervoso ha una discreta interferenza sulla motilità intestinale e alcune persone che si definiscono “colitiche” hanno visto miglioramenti grazie a rimedi indicati per i disturbi del sistema nervoso e non per trattamenti o rimedi (per lo più farmacologici) ad azione locale.

Quando la pancia sta bene, sta bene l'intero organismo.

L'evoluzione recente della ricerca scientifica ha però riconosciuto la stretta relazione tra i sintomi del colon irritabile e un aumento dell'infiammazione e della permeabilità a livello intestinale: infatti un intestino infiammato non è in grado di svolgere correttamente il suo lavoro e provoca tutti i sintomi descritti.

L'infiammazione è quindi una delle cause principali di colite e IBS e la conoscenza della relazione tra infiammazione e intestino ha portato oggi ad un cambiamento radicale nella comprensione di queste patologie.

Una sensibilità al glutine non celiaca o una reazione alle proteine del latte spiegano molto meglio dell'abusato “stress” la reale causa del disturbo. 

Cosa fare

Fatta eccezione per le coliti acute e improvvise con forti dolori addominali e febbre per le quali è sempre necessaria la valutazione clinica del medico, lo studio dei livelli infiammatori da zuccheri e da alimenti è la prima arma terapeutica da utilizzare.

Seguendo gli schemi nutrizionali proposti sulla base del livello di infiammazione e al profilo alimentare personale si ristabiliscono delle adeguate abitudini alimentari per cui si può arrivare in modo rapido e semplice al recupero del benessere, affiancando sul piano nutrizionale qualunque terapia indicata sul piano clinico.

Altri suggerimenti

In caso di colite o colon irritabile la tendenza è di eliminare molte categorie alimentari invece è importante capire che non ci sono cibi cattivi o buoni in assoluto, ma che si può trovare un equilibrio individuale in accordo con il proprio profilo alimentare come appunto emerge da test come il Test PerMè (che studia insieme l'infiammazione da alimenti e da zuccheri), il Food Inflammation Test (BAFF, PAF e Profilo alimentare personale) e il GlycoTest (Metilgliossale, Albumina glicata e predisposizione genetica a obesità e diabete), che formulano diete di rotazione e mai di eliminazione.

Specifici problemi di digestione possono essere aiutati con l'uso di enzimi digestivi a cicli terapeutici, assumendoli all'inizio dei pasti. Anche l'uso di probiotici può risultare molto utile per riequilibrare la flora intestinale e quindi eliminare l'aria presente e il senso di gonfiore.

In caso particolari il dosaggio di calprotectina ed elastasi fecale e un'eventuale coprocoltura con ricerca di miceti e parassiti può dare riferimenti più precisi per l'impostazione terapeutica.

Per anni si è pensato che l'intestino svolgesse esclusivamente funzioni di assorbimento, mentre oggi è chiaro il suo ruolo essenziale nella vita del sistema immunitario umano: come dire che “quando la pancia sta bene, sta bene l'intero organismo”.