Artrite, nutrizione e stile di vita


di Attilio Speciani
26 Marzo 2018

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Esiste una stretta relazione tra artrite e alimentazione. I così diffusi dolori reumatici, le mialgie e tutte le patologie legate al dolore di muscoli, articolazioni e fasce muscolari possono dipendere dal livello di alcune citochine infiammatorie connesse con il cibo e il tipo di alimentazione.

Lo studio della infiammazione da cibo e l'impostazione di una dieta che rispetti poi il profilo alimentare personale possono contribuire positivamente alla gestione del disturbo, affiancandosi alle terapie in atto.

Artrite reumatoide, artrite psoriasica, artrite reattiva e in genere tutte le forme di dolori articolari sono legati alla presenza di una infiammazione e al fatto che l'organismo si difenda attraverso l'apporto di liquidi che cercano di "diluire" la concentrazione di sostanze infiammatorie. Questo porta a dolore, difficoltà di movimento, rigidità. Tutti sintomi che in moltissimi casi possono essere ridotti e talora risolti attraverso lo studio personalizzato dell'alimentazione.

Una alimentazione personalizzata che controlli l'infiammazione da cibo può aiutare e spesso risolvere l'artrite e i dolori con questa connessi.

Già da alcuni anni si è sospettata una relazione tra ciò che si mangia e le manifestazione dolorose dell'artrite.

In particolare, dal 2007 i lavori della spagnola Francisca Lago, dell'Università di Santiago de Compostela, hanno consentito di definire che l'artrite dipende sia dal tipo di alimento mangiato (come emerge dallo studio del profilo alimentare personale) sia dal modo in cui si abbinano carboidrati e proteine nell'alimentazione. Le regole indicate dalla Harvard Medical School sul corretto abbinamento che si deve realizzare sono parte integrante dei protocolli terapeutici che in SMA usiamo da anni con le persone che presentano questa sintomatologia. 

L'evoluzione recente della ricerca scientifica ha riconosciuto la stretta relazione tra i sintomi dell'artrite e un aumento dell'infiammazione e della permeabilità a livello intestinale.

Un intestino infiammato e il contatto squilibrato con il cibo possono stimolare la produzione di BAFF e di PAF, citochine che contribuiscono a indurre e mantenere i fenomeni dolorosi. Si tratta delle stesse citochine che sono correlate anche con la presenza di patologie autoimmuni. 

L'infiammazione da cibo va quindi considerata come una delle cause principali di artite e la conoscenza della relazione tra infiammazione, alimentazione e artrite ha portato oggi ad un cambiamento radicale nella comprensione di queste patologie.

È spesso una alimentazione sistematicamente ripetitiva che causa l'attivazione di processi infiammatori che portano poi all'artrite e alle sue maanifestazioni. 

Cosa fare

Fatta eccezione per le artriti acute e improvvise con forti dolori e immobilità per le quali è sempre necessaria la valutazione clinica del medico, lo studio dei livelli infiammatori e del Profilo Alimentare personale attraverso il test Recaller o BioMarkers è la prima arma terapeutica da utilizzare.

Seguendo gli schemi nutrizionali proposti sulla base del livello di infiammazione e delle reattività individuali, si ristabiliscono delle adeguate abitudini alimentari per cui si può spesso arrivare in modo rapido e semplice al recupero del benessere, affiancando sul piano nutrizionale qualunque terapia indicata sul piano clinico.

Altri suggerimenti

In caso di artrite e dolori muscolari, una volta capito che alcuni alimenti mangiati in eccesso possono avere una responabilità nella genesi del dolore, la tendenza è di eliminare molte categorie alimentari mentre è importante capire che non ci sono cibi cattivi o buoni in assoluto, ma che si può trovare un equilibrio individuale in accordo con il proprio profilo alimentare come appunto emerge da Recaller o BioMarkers, che formula diete di rotazione e mai di eliminazione.

Specifici problemi di assimilazione possono essere aiutati con l'uso di enzimi digestivi a cicli terapeutici, assumendoli all'inizio dei pasti.

Fondamentale il riequilibrio di un giusto dosaggio di Vitamina D3, mentre anche l'uso di oli alimentari come l'olio di Perilla e l'olio di Ribes, contenuti in Ribilla, e alcuni Omega 3 possono risultare molto utili per il controllo dell'infiammazione e del dolore. Altri fitoterapici, come la Boswellia o altre sostanze terapeutiche come il MSM possono efficacemente contribuire al controllo del dolore. 

Per anni si è pensato che l'intestino svolgesse esclusivamente funzioni di assorbimento, mentre oggi è chiaro il suo ruolo essenziale nella vita del sistema immunitario umano: come dire che “quando la pancia sta bene, sta bene l'intero organismo”.