Dimmi come mangi le castagne e ti dirò che intestino hai


di Michela Carola Speciani
06 Novembre 2015

Le castagne sono spesso tacciate di esser malvagie, e per la linea e per la pancia.

Distinguiamo i due aspetti, e spieghiamo come stanno davvero le cose.

Le castagne, con la loro consistente presenza di fibra (circa l'8%), costituiscono un alimento ottimo anche per le diete che puntano al mantenimento della linea, da utilizzare serenamente senza paura di ingrassare.

Il loro gusto dolce può trarre in inganno: la castagna e i suoi zuccheri passano nel sangue a una velocità che è addirittura la metà di quella di "pasta bianca" o "riso raffinato" e pari circa a quella di una controparte integrale.

Questo significa che l'appetito è meglio gestito, gli effetti collaterali di un eccesso di carboidrati meglio modulati, e il "non ingrassamento" stimolato un po' di più.

Per la dieta, quindi, è molto meglio una ciotola di castagne di una stessa quantità di cereali non integrali.

La fibra e la piccola quota di grassi presenti nelle castagne fanno, infatti, da controparte all'assorbimento rapido degli zuccheri, con buona pace di appetito, infiammazione e linea.

I migliori risultati, parlando di dieta, si hanno abbinando la quota di castagne, che possiamo considerare "carboidrati", a una simile quantità di proteine (semi oleosi, carne, pesce, uova...), in modo da bilanciare ulteriormente l'impatto glicemico del pasto consumato.

Ottimo alimento, come spesso accade per le leguminose anche le castagne fanno talvolta venire un po' (o anche molta) aria nella pancia.

Questo accade di solito perché l'intestino non è pronto alla gestione della quota di fibra che le castagne portano con sé.

La fibra attua nei confronti della flora intestinale una selezione positiva, che fa molto bene e che può, nei primi momenti di adattamento, creare qualche difficoltà digestiva a chi è abituato a una dieta differente.

Quando le castagne "fanno aria" sono due le domande da porsi.

Prima domanda: "sto mangiando abbastanza bene?". Una dieta eccessivamente povera di fibre non è una buona dieta. Assumere fibra regolarmente (come parte naturalmente presente di frutta e verdura, vegetali e cereali integrali) è un ottimo stimolo regolatorio del transito intestinale e un meraviglioso modulatore della salute generale, con attività, ad esempio, antiallergica.

Come fare dunque ad "allenare" delicatamente l'intestino, senza dover soffrire di una "pancia che esplode"?

La gradualità è una soluzione: cominciare con quantitativi di fibra più limitati può essere una soluzione per abituarsi con delicatezza ad una alimentazione differente. Anche ricordarsi di masticare bene e a lungo è un ottimo strumento: la digestione sarà facilitata e ci sarà meno aria, a parità di condizione di partenza.

Seconda domanda: "sono infiammato?". Qualunque sia lo stimolo, un intestino infiammato (che è spesso sintomo di un organismo infiammato) reagirà con energia maggiore di una controparte in salute più serena.

Una pancia che reagisce gonfiandosi a dismisura a stimoli anche limitati è spesso indice di una pancia infiammata.

La situazione, può trovare grande giovamento in una dieta di rotazione su profilo individuale, che permetta la riduzione dello stato infiammatorio e un'induzione della tolleranza alimentare.

L'obiettivo è ritrovare l'amicizia col cibo, qualunque esso sia a collaborare nella creazione di uno stato d'infiammazione generalizzata che spesso coinvolge il tratto gastrointestinale.

Un integratore intelligente come l'olio di Perilla può aiutare durante il percorso.

Con una buona masticazione e un po' di pazienza, le castagne diventano un ottimo quotidiano sostegno (almeno nel loro periodo dell'anno) alla salute, alla vitalità e al benessere di ogni giorno; senza bisogno di aria nella pancia né di (ormai risolti) dubbi di origine dietetica.