Recuperare la tolleranza per perdere peso


di Davide Maiocchi - Nutrizionista
03 Giugno 2014

DOMANDA

Buongiorno, so di essere allergica al nichel, ma non ho mai seguito una dieta di rotazione; come posso fare e a chi devo rivolgermi? La prego mi aiuti, sto aumentando di peso senza motivo e non so più cosa posso o non posso mangiare.Grazie.

RISPOSTA

Gentilissima lettrice,

tra le diverse positività alimentari, quella al nichel è sicuramente una delle più diffuse.

Spesso si tratta di un fenomeno che si verifica quando vengono assunti alimenti che ne contengono, ma anche e soprattutto prodotti e sostanze che possono essere implicati nella globale reazione nei confronti del nichel stesso.

Tutto questo favorisce l'aumento del livello infiammatorio e le conseguenti reazioni che si scatenano (prurito, disidrosi, gonfiore) sono paragonabili alla fiammella sempre accesa (segnale infiammatorio) che alimenta con costanza una pentola a pressione (che rappresenta l'ipersensibilità nei confronti del nichel). L'obiettivo sarà quello di agire sulle cause scatenanti, andando a spegnere la fiamma.

Più che concentrarsi sugli alimenti che contengono nichel, punterei l'attenzione su un aspetto specifico: il contenuto di grassi vegetali idrogenati in alcuni alimenti e i grassi cotti, che possono andare ad aumentare la reattività nei confronti di questo gruppo alimentare.

Rientrano in questa categoria le margarine, i prodotti confezionati quali crackers, biscotti, fette biscottate, grissini, patatine fritte, arachidi, nocciole tostate, i pani speciali come il pan carrè, le focacce, i crostini, i gelati e così via. Attenzione anche ai fritti e ai grassi cotti in quanto la cottura può portare alla formazione di acidi grassi idrogenati che vanno ad aumentare la reattività generale.

Sapere di essere ipersensibile nei confronti del nichel e continuare a introdurre tutti i giorni alimenti che ne contengono, magari inconsapevolmente, non fa altro che aumentare il livello infiammatorio generale.

L'infiammazione genera un segnale di pericolo nell'organismo, il quale anziché utilizzare il cibo a scopo energetico, lo accumula sotto forma di riserve di grasso. L'infiammazione da cibo determina spesso un accumulo adiposo localizzato; ad esempio il consumo eccessivo di latte lo favorisce a livello addominale, i lieviti e il sale a livello di fianchi e gambe e cosi via.

A tale scopo è fondamentale approfondire il discorso dell'infiammazione da cibo, attraverso un test specifico come può essere Recaller che viene fatto in alcune farmacie e studi medici e che troverà sicuramente anche nella sua zona di residenza.

In base all'esito del test si andrà a impostare uno schema di rotazione settimanale specifico, alternando giorni di dieta in cui non si assumeranno alimenti contenenti nichel e altri giorni in cui è fondamentale fare delle reintroduzioni mirate.

L'obiettivo è quello di favorire il recupero della tolleranza immunologica, per tornare a mangiare tranquillamente tutti gli alimenti che ne contengono, come ad esempio il pomodoro, gli spinaci o il cioccolato.

Come consiglio iniziale, è utile impostare una schema di avvicinamento con soli due giorni di dieta (ad esempio il martedì e il venerdì) all'interno della settimana e iniziare a effettuare delle reintroduzioni negli altri giorni, definiti di “libertà”.

In una giornata di astensione dal nichel può organizzare la sua colazione con della frutta fresca di stagione, ad esempio un'arancia, a cui associare del latte di miglio o di riso con delle gallette di farro e una ricottina fresca abbinata a un velo di miele.

A pranzo possiamo utilizzare un bel piatto di riso venere e zucchine da accompagnare a delle fettine di pollo leggermente infarinate e fatte cuocere con del vino bianco, ma senza olio.

A cena può creare una crema di porri e patate (10 minuti di cottura) a cui abbinare un trancio di tonno o salmone appena scottato alla piastra.

Ecco una giornata tipo di controllo specifico sul nichel che può essere tranquillamente variata e personalizzata in base ai gusti personali e alle altre eventuali ipersensibilità alimentari presenti.

Da anni nel nostro centro (SMA di Milano) seguiamo persone con reazioni infiammatorie al cibo, aiutandole nel recupero della tolleranza, attraverso uno specifico percorso terapeutico.