Broccoli e crucifere contro l'inquinamento


di Attilio Speciani
12 Dicembre 2021

thitarees / 123RF Archivio Fotografico

I danni dovuti all'inquinamento sono sempre più evidenti e conosciuti, anche se è di drammatica attualità il fatto che le condizioni ambientali interferiscono anche sulla risposta al Covid e tanto più è inquinato l'ambiente tanto più grave può essere la risposta alla infezione virale.

Inoltre vale la pena riflettere sul fatto che particolato, gas di scarico e polveri sottili non interferiscono solo sulle malattie respiratorie, come molti credono, ma contribuiscono e a volte causano direttamente patologie come l'ischemia cardiaca (infarto) e questo può avvenire, come documentato da Mills fin dal 2007, in soggetti che respiravano anche basse concentrazioni di gas combusti.

Poi c'è anche l'emicrania da inquinamento, per cui il mal di testa “da traffico” potrebbe dipendere più da quello che si respira che non dalla lentezza della circolazione che fa andare “in bestia” chiunque.

Importante è la connessione tra fenomeni depressivi e sostanze inquinanti, tema di cui Eurosalus ha parlato in dettaglio in un articolo dal titolo “Individuate nuove cause della depressione”.

Per capire fino a dove si spinga l'azione delle sostanze inquinanti basta considerare l'effetto sull'endometriosi  e sulla induzione di diabete e obesità. Una minaccia ambientale come quella delle polveri sottili si può davvero trasformare in un accumulo di grasso. L'organismo ha paura delle sostanze inquinanti e risponde in modo da avere delle future scorte a disposizione, messe purtroppo sui fianchi, sulla pancia e sul sedere. 

Broccoli, cavoli e verza, grazie alla presenza di composti solforati, sono gli ortaggi che maggiormente stimolano la capacità di rimozione attiva dall'organismo degli inquinanti.

Un gruppo di ricercatori californiani ha infatti svolto una ricerca, pubblicandola su Diabetes care fin dal febbraio 2016, definendo gli effetti metabolici a medio e lungo termine sull'organismo umano di alcuni inquinanti (Chenz Z.et al, Diabetes Care. 2016 Feb 11. pii: dc151795. [Epub ahead of print]). Significa che alla fine di un inverno inquinato, la corsa verso la “prova costume” potrebbe essere sempre più difficile per chiunque. 

Tutto questo richiama a quello che ogni persona può fare nel proprio ambito personale perché le scelte sociali e politiche non hanno purtroppo risvolti immediati sulla salute dell'aria. È possibile ad esempio controllare gli effetti della glicazione e della infiammazione (con i test GEK Lab) attraverso scelte personalizzate alimentari e aumentare le capacità difensive del proprio organismo dalle sostanze inquinanti.

L'aiuto più importante arriva dalle Crucifere, che la natura consente di avere naturalmente a disposizione nella stagione autunno/inverno, che sono di particolare interesse per la presenza di componenti, come il sulforafano, capaci di rimuovere molti inquinanti dall'organismo.

Broccoli, cavoli e verza contengono composti solforati in grado di agire efficacemente nella rimozione dall'organismo di molte sostanze inquinanti. Per questo il loro impiego è indispensabile nei fumatori e in chi passa la stagione fredda in grandi città come Milano, dove purtroppo l'inquinamento è a livelli elevati. 

Un lavoro pubblicato sull'International Journal of Food Science and Nutrition nel settembre 2013 descrive con certezza l'azione di una semplice integrazione con broccoli in giovani fumatori. Gli effetti di anche solo 10 giorni di utilizzazione di queste Crucifere ha consentito di documentare una significativa azione antinfiammatoria con netta riduzione della PCR (Proteina C Reattiva). Anche altre citochine si sono ridotte senza per altro raggiungere un livello di significatività statistica.

Significa che l'uso di questi vegetali (o di specifici integratori) consente di attivare e di mantenere attive le capacità di controllo degli inquinanti riducendo l'infiammazione dell'organismo. Aggiungendo a queste sostanze zinco e manganese (che attivano il sistema immunitario in senso difensivo) e betaglucani (sostanze attive sempre in direzione difensiva) si ha a disposizione un prodotto (come ad esempio Zerotox Betamune) che consente di affrontare l'inverno con sufficiente protezione.

Betamune è generalmente indicato per la prevenzione invernale (1 tavoletta al giorno), ma l'associazione dei vari componenti consente di utilizzarlo anche in casi acuti (tosse, bronchite od altro) per aiutarne la rapida risoluzione a dosaggio più elevato (3-4 tavolette al giorno) per 3-4 giorni.

Il trattamento preventivo va iniziato con i primi freddi e proseguito fino alla comparsa delle gemme sugli alberi; si tratta di una integrazione che funziona anche come prevenzione delle sindromi influenzali.

Per questo, nel centro SMA in cui lavoro, stimoliamo molto l'uso alimentare di questi vegetali ricchi di composti solforati, in grado di attivare le capacità di controllo degli inquinanti riducendo anche l'infiammazione dell'organismo. Il giusto atteggiamento a tavola, l'uso di queste crucifere nella dieta settimanale, l'integrazione con i minerali adatti e l'impiego di Betamune può essere una delle strategie preventive più efficaci per fare qualcosa per sé e per la propria famiglia.