Infertilità maschile

di Attilio Speciani - Allergologo e Immunologo Clinico

Esiste una relazione molto stretta tra infertilità maschile e infiammazione sistemica, in molti casi dovuta anche alla reazione infiammatoria alimentare.

Il nostro approccio diagnostico alla infiammazione da cibo, come descritto sul Journal of American College of Nutrition(1), consiste nella valutazione dei livelli di specifiche citochine (fino ad ora BAFF e PAF, e nel prossimo futuro TNF-alfa, IL6 e alter ancora) e nella definizione del Profilo Alimentare individuale attraverso una innovativa tecnica di valutazione delle IgG per gli alimenti (PLoS One in press).

Il ruolo dell’infiammazione

L’infiammazione può interferire sulla capacità riproduttiva attraverso più meccanismi, che vanno dalla alterazione anatomica delle ghiandole accessorie (con fenomeni di ostruzione o subostruzione) alla interferenza sulla loro funzionalità.

Questa può essere dovuta alla carenza di specifici elementi nutritivi e al rilascio di radicali liberi (ROS) o di citochine (come BAFF, PAF e TNF-alfa) che modificano fortemente il microambiente in cui gli spermatozoi si sviluppano e maturano.

Alcune citochine possono poi svolgere un ulteriore effetto negativo sugli spermatozoi, modificando l’interazione tra questi ultimi e le cellule germinali(2).

Per meglio capire il ruolo di BAFF e PAF nella infertilità maschile (ma parimenti in molti casi di quella femminile), è bene ricordare che l’infiammazione delle cellule germinali nel testicolo ricorda da vicino una orchite autoimmune, che induce alterazione e apoptosi delle stesse cellule.

Gli effetti dell’infiammazione acuta del testicolo sono dovuti ad un incremento di IL1, IL6 e di TNF-alfa, che fa parte della stessa superfamiglia del BAFF.

Nel caso della orchite autoimmune, che può essere usata come paradigma della infiammazione cronica, si sviluppa un processo infiammatorio che coinvolge il microambiente testicolare, innescato da IFN-gamma e mantenuto poi da IL6 e dai diversi sistemi legati alla superfamiglia del TNF-alfa, come descritto da Guazzone(3) e da Jacobo(4).

In aggiunta, uno studio di Collodel del 2015 ha verificato anche in modelli animali che l’infiammazione può indurre infertilità maschile e in particolare che uno stato infiammatorio sistemico causa precise alterazioni delle cellule spermatiche attraverso la alterazione del bilancio ossidativo e antiossidativo(5).

Cause principali

Sia le infezioni del tratto riproduttivo sia i fenomeni locali di infiammazione (come quelli indotti dallo shock termico) sia l’infiammazione legata al cibo possono inibire la fertilità maschile.

Il fatto che anche una infiammazione sistemica, in cui si possono ritrovare elevati livelli di PAF e di BAFF, possa determinare specifiche alterazioni, è spiegato dalla attivazione della immunità innata, attraverso alcuni recettori specifici (Toll Like Receptors) quali i TLR2 e i TLR4 e dalla presenza di specifici segnali provenienti dalle citochine prodotte.

La produzione di BAFF dopo l’assunzione di un cibo verso cui esista una reattività specifica è correlata proprio alla attivazione della immunità innata come descritto da Lied(6) e nello specifico dei TLR4 e dei TLR2 come indicato da Biesekiersky per la Sensibilità al Glutine Non Celiaca(7).

È sempre più evidente, come indicato da Hedger(8), che i segnali normalmente coinvolti nel controllo dell’infiammazione, giocano un ruolo fondamentale nella regolazione dell’attività delle cellule del Sertoli (come anche delle cellule di Leydig) e delle risposte agli ormoni sessuali, oltre che nella promozione delle risposte immunitarie nel tessuto testicolare.

Molti degli effetti negativi dell’infiammazione sulla spermatogenesi sono da attribuire alla attivazione di geni correlati allo stato infiammatorio sia a livello sistemico che locale, che esercitano un effetto di forte sregolazione sullo sviluppo e sulla sopravvivenza delle cellule spermatogenetiche e sulla capacità delle cellule del Sertoli di provvedere il necessario supporto alla loro azione.

Cosa fare

Tutti questi meccanismi e la relazione diretta con le citochine legate ad una alimentazione individualmente non appropriata, sono fortemente implicati nella disfunzione testicolare.

La lettura innovative dei livelli di infiammazione, oggi finalmente misurabili con facilità, consente di intervenire sugli aspetti nutrizionali del singolo individuo per ottenere in modo semplice una riduzione della infiammazione sistemica e un miglioramento del microambiente testicolare. 

Si possono quindi fornire, attraverso le indicazioni che provenienti da un semplice test diagnostico, nuove opportunità terapeutiche per interventi mirati ed efficaci.

Questo significa che un suggerimento nutrizionale appropriato e personalizzato sulla base del Profilo Alimentare definite dal test (Recaller o BioMarkers) è in grado di ridurre l’attivazione dei meccanismi che interferiscono negativamente sulla spermatogenesi attraverso il controllo della infiammazione sistemica, senza dover modificare eventuali terapie in corso.

 

(1) Speciani AF et al, in 2015 in the Journal of American College of Nutrition https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26400432.
(2) in 2013 by La Vignera et al in the Journal of Reproductive Immunology http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23850173.
(3) 2009 – Guazzone VA et al, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19263422.
(4) 2012 – Jacobo et al, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22892327.
(5) in 2015 by Collodel et al in Theriogenology http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25662201.
(6) Lied et al 2010, https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20353497.
(7) Biesekiersky for the Non Celiac Gluten Sensitivity https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21224837.
(8) Hedger 2011, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21333360.

Ulteriori approfondimenti

Le evidenze scientifiche più recenti continuano a evidenziare la sempre maggiore rilevanza delle citochine infiammatorie nell’indurre l’infertilità maschile, e per molti aspetti anche in numerosi casi di infertilità femminile.

La relazione tra infertilità e citochine locali o sistemiche fa riferimento in particolare a IL6 e TNF-alfa e agli altri component della superfamiglia del TNF, come BAFF e TNSF.

Può essere di estremo interesse ad esempio la correlazione tra ROS (Reactive Oxygen Species) e la iperviscosità spermatica in presenza di aumentati livelli di TNF-alfa.

Citiamo alcuni dei lavori più significativi in merito, che mantengono elevato l’interesse a progredire in questa direzione per la soluzione di questa condizione sempre più diffusa:

La riduzione dell’infiammazione per mezzo di una dieta personalizzata e l’uso di specifici integratori è uno dei più promettenti strumenti per il trattamento delle numerose patologie infiammatorie croniche e per la prevenzione di molte malattie e disturbi.

Il Profilo Alimentare definito da Recaller e da BioMarkers permette ai medici di suggerire cambi alimentari in grado di controllare l’infiammazione e i suoi effetti in modo semplice e documentabile.