Protettori gastrici e antiacidi ai bambini? Mercato in fortissima crescita


di Attilio Speciani
15 Ottobre 2007

Si è trattato di una semplice segnalazione, proveniente da una ditta commerciale (quotata al mercato azionario americano), che organizza la distribuzione e il rimborso di farmaci. Tra i suoi numerosi assicurati, dal 2002 al 2006 la somministrazione di protettori gastrici, inibitori di pompa e antiacidi, ai bambini inferiori ai 4 anni, è cresciuta del 56%, mentre quella ai ragazzini dai 5 agli 11 anni “solo” del 31%. Per gli adolescenti (dai 12 fino ai 18 anni) il valore, cresciuto del 6% è stato riconosciuto vicino ai livelli degli anni precedenti e quindi non preoccupante.

Considerata la possibile pericolosità dell'uso di farmaci di questo genere, e l'altissimo costo sociale e personale di questo tipo di tendenza, ci nascono spontanee almeno 3 possibili considerazioni che potrebbero spiegare questo scenario:

1) La FDA, organo preposto al controllo sull'uso dei farmaci, non riesce a seguire i dati o non vuole farlo, e deve quindi intervenire una società privata di assicurazioni e di organizzazione dei servizi per la salute per verificare le prescrizioni e capire che c'è una deriva pesante verso la somministrazione di farmaci costosi che facilmente generano dipendenza, anzichè un uso dei farmaci che miri alla guarigione e all'autonomia. 

2) I medici americani sbagliano frequentemente la diagnosi, e scambiano dei banali mali di pancia dei bambini o delle sensazioni di pesantezza digestiva, con condizioni croniche di sofferenza esofagea o di iperacidità gastrica, e preferiscono prescrivere farmaci di questo genere che intervenire su scelte alimentari e su abitudini scorrette. 

3) C'è una forte spinta commerciale all'uso di questi prodotti, che lascia i medici esposti a pressioni di ogni genere: le stesse che portano la gente a pensare che un “protettore gastrico” non possa fare altro che bene. E infatti la pubblicità commerciale rivolta al pubblico per questo tipo di preparazioni è simile, in ordine di grandezza, a quella utilizzata per i farmaci anticolesterolo.

Ovviamente non sappiamo quale di queste ipotetiche condizioni possa essere la vera responsabile dell'attuale stato di fatto e non possiamo che sperare in una inversione di tendenza. La comunicazione pubblica di questa analisi è stata ripresa anche dalla MSNBC sulle sue rubriche, perché di fatto si tratta di una tendenza prescrittiva molto importante che genera in tutti (distributori di farmaci compresi) delle severe perplessità. Le stesse che non sembrano invece toccare i produttori, contenti ovviamente dei magiori profitti. 

Il problema del reflusso esofageo, della difficoltà digestiva o del bruciore di stomaco, non può essere affrontato solo con farmaci. Questi problemi possono e devono innazitutto essere trattati con il cambio delle abitudini alimentari. È recente, e Eurosalus ne ha parlato abbondantemente, il riconoscimento di una condizione di allergia alla base di gran parte dei disturbi di reflusso dei giovani e dei bambini, ma la conoscenza scientifica non è sufficiente a modificare la attuale tendenza prescrittiva, presente in tutto il mondo occidentale.

Vorremmo che i nostri bambini non si trovassero nei prossimi anni con “qualcosa sullo stomaco” di ben più grave della condizione per cui oggi vengono trattati.