Infertilità maschile e alimentazione


di Attilio Speciani
17 Gennaio 2017

Le ricerche scientifiche più recenti continuano a evidenziare una sempre maggiore responsabilità dell'infiammazione sistemica nell’indurre l'infertilità maschile e, per molti aspetti, anche numerosi casi di infertilità femminile.

Diversi fattori quali infezioni, disfunzioni ormonali e carenze specifiche sono ritenute le principali responsabili di questo disturbo, ma l'opinione clinico-scientifica è ormai concorde sul ruolo di un processo infiammatorio sistemico come sua possibile concausa.

L'infiammazione può interferire sulla capacità riproduttiva attraverso più meccanismi, quali il mancato assorbimento di specifici elementi nutritivi e il rilascio di radicali liberi (ROS) o di citochine infiammatorie (come BAFF, PAF e TNF-alfa) che modificano fortemente il microambiente in cui gli spermatozoi si sviluppano e maturano.

Questo vale in parte anche per le cellule di Leydig che rappresentano la struttura femminile corrispondente.

Alcune citochine infiammatorie (tra cui quelle appena indicate) possono infatti avere un effetto negativo sugli spermatozoi, modificando l'interazione tra questi ultimi e le cellule germinali.

L'infiammazione sistemica quindi e in modo particolare quella indotta dagli alimenti possono giocare un ruolo fondamentale nella disfunzione testicolare.

Cosa fare

La lettura innovativa dei livelli di infiammazione, misurabili con facilità dai test Recaller e BioMarkers, consente di intervenire sugli aspetti nutrizionali del singolo individuo per ottenere in modo semplice una riduzione della infiammazione sistemica e, a cascata, un miglioramento del microambiente testicolare in cui sono inserite le cellule germinali.

Il Profilo Alimentare individuale definito da questi test suggerisce uno schema nutrizionale che è in grado di ridurre l'attivazione delle interferenze negative sulla spermatogenesi attraverso il controllo della infiammazione sistemica, senza dover modificare eventuali terapie in corso.

Si possono quindi fornire, attraverso le indicazioni provenienti da un semplice test diagnostico, nuove opportunità terapeutiche per interventi mirati ed efficaci.

Altri suggerimenti

La riduzione dell'infiammazione per mezzo di una dieta personalizzata e l'uso di specifici integratori sono tra gli strumenti più promettenti per il trattamento di numerose patologie infiammatorie croniche e per la prevenzione di molte malattie e disturbi in generale.

Il Profilo Alimentare definito da Recaller e BioMarkers permette ai medici di suggerire ai pazienti linee guida alimentari in grado di controllare l'infiammazione.

Delle semplici regole quotidiane permettono già di mantenere il livello infiammatorio generale dell'organismo sotto controllo: limitare il consumo di zuccheri semplici preferendo invece cereali integrali, abbinare a ogni pasto carboidrati e proteine nella giusta proporzione, masticare lentamente e praticare ogni giorno attività fisica, così da evitare picchi glicemici.

Allo stesso modo anche smettere di fumare ha effetti positivi verso l'infertilità (e il benessere in generale).

Diversi composti naturali possono esercitare un'azione favorevole verso l'infertilità maschile (grazie alla loro capacità di ridurre il livello infiammatorio sistemico), come gli omega-3 di cui l'olio di Perilla è ricco.

Può essere anche utile valutare la funzionalità digestiva con un esame chimico-fisico delle feci per identificare eventuali casi di malassorbimento, causa di infiammazione intestinale e di dismicrobismo. La contemporanea presenza di un livello infiammatorio elevato e di malassorbimento può richiedere l’utilizzo di enzimi digestivi specifici.

L'integrazione con inositolo, con probiotici e con minerali come zinco, magnesio e rame, oltre ad avere un'importante azione di modulazione insulinica, supporta l'organismo nei momenti di maggior impegno come in caso di disturbi della fertilità maschile, ma anche in molti casi di ipofertilità femminile.

− con la collaborazione della dr.ssa Lorenza Franciosi