Promesse da marinaio

di Francesca Speciani - Counselor
10 Gennaio 2013
Promesse da marinaio

DOMANDA

Cara Francesca,sono una 32enne single e da diversi mesi ho una relazione con un uomo sposato. So che mi farò male, me lo dicono già tutte le mie amiche. Ma fin qui era andato tutto più o meno bene. Siamo molto innamorati e anche lui soffre quanto me, quando non possiamo stare insieme. Ero sopravvissuta bene alle vacanze estive, e così credevo di farcela anche questa volta. Invece il Natale è stata una mazzata. Lui è in vacanza con moglie e figli, mentre io sono a casa e aspetto con impazienza i suoi messaggi. Non ho nemmeno voglia di uscire con gli amici, sperando che lui mi telefoni. Poi non lo sento, e sto ancora peggio. Cosa posso fare per sopravvivere? Sabina

RISPOSTA

Cara Sabina,

non deprimersi in una situazione del genere richiede una forza titanica. Oltre che, naturalmente, un carattere molto indipendente, la capacità di star bene con se stessi, una solida autostima e una forte propensione per le sfide. Se non ti riconosci in questo quadretto, non escludere a priori un percorso di sostegno con un esperto: potrebbe aiutarti a vedere la situazione con maggiore chiarezza.

Al di là di ogni considerazione morale (che decisamente non mi appartiene), credo che nessuno dovrebbe infilarsi in una relazione adulterina senza un minimo di preparazione (puoi trovare alcuni ottimi spunti in questo articolo di WikiHow in lingua inglese). Certo, la maggior parte delle volte ci innamoriamo senza pensarci troppo, se no che amore sarebbe?

Poi però arriva il momento in cui chiederci se continuare a investire o ritirare il nostro investimento. E anche quando la relazione prosegue per una scelta razionale, basata su un solido esame di costi e benefici, vale la pena restare un po’ vigili, perché in rapporti come questo è davvero facile farsi male, e farsene progressivamente sempre di più, scendendo ogni giorno a compromessi più dolorosi. Dai comportamenti che mi descrivi, è facile indovinare che anche per te è arrivato il momento di prendere una decisione. Credimi, odio dirlo, ma lasciando passare troppo tempo potresti finire per abituarti a tutto, fino a non avere più l’energia per farlo.

In primo luogo, ti suggerisco di evitare alcune situazioni particolarmente delicate:

  • andare all’Ikea per distrarti: la vista delle “famigliole felici” ha fatto venir voglia a più di un’amante (pacifiste comprese) di imbracciare un fucile
  • guardare film romantici, che alimentano fantasie da mal di pancia (meglio un catastrofico!)
  • andare a trovare un’amica che ha appena avuto un bambino, per fantasticare su come sarebbe averne uno con lui
  • passare sotto casa sua per vedere il suo albero di Natale che scintilla oltre la finestra del salotto
  • mangiucchiare o bere (troppo) per dimenticare. In realtà, come si sa, produce effetti molto negativi sulla forma e sull’umore. Molto meglio immergersi nella lettura di un libro giallo o regalarsi una seduta aggiuntiva in palestra.

Poi, se la lontananza forzata si prolunga, approfittane per cominciare a fare il tuo bilancio.

Se gli svantaggi di una relazione così squilibrata sul piano affettivo sono abbastanza evidenti, l’antidoto più tradizionale è un risarcimento in grado di pareggiare i conti. “Da sempre, nella storia” mi ha ricordato un giorno il mio maestro “al ruolo di amante segreta è riconosciuto un grande valore. Quindi è tradizionalmente ricompensato con regali volti a renderlo sostenibile: oro, gioielli, pietre preziose, appartamenti…”. So che suona paradossale, in un’epoca in cui vantiamo libertà sessuale e parità a tutti i livelli. Ma come chiunque può comprendere, in questo caso la parità è fuori discussione.

È vero, non esiste più lo stigma sociale e morale per chi ha una relazione con una persona sposata, tuttavia l’amante continua a lavorare – suo malgrado – perché la coppia ufficiale possa andare avanti per la sua strada, senza affrontare i problemi esistenti. Chi mai vorrebbe produrre cambiamenti in una vita che garantisce contemporaneamente sia la sicurezza di un ambiente famigliare sia la passione romantica e il piacere sessuale? Insomma, niente di diverso da quanto accadeva ai tempi dei nostri bisnonni, ma senza alcun sostegno. (Farsi pagare una psicoterapia, o un percorso di counseling, forse non sarebbe poi un risarcimento del tutto fuori luogo…)

La cosa peggiore è che, superata la prima sbronza di passione – un decadimento naturale tanto nelle coppie “regolari” quanto in quelle “irregolari” – il partner che tradisce tende, di norma, a ridurre il tempo che dedica all’amante, proprio quando questa pensa che la relazione sia in fase di consolidamento. Aumentano le scuse, gli impegni che impediscono di vedersi, i sospetti in famiglia… e un po’ alla volta si finisce per incontrarsi quasi solo per fare sesso. Le telefonate, le mail appassionate e i sms cominciano a rarefarsi. Tutto normale. È successo anche con sua moglie. Sarebbe perfino accettabile. Basta non intestardirsi a chiamarlo “amore”.

La vera domanda che ti invito a porti è: ma io cosa voglio? Se vuoi lui, a qualunque costo, è meglio che ti rassegni ad averlo solo così, perché quanto più ti aspetterai da un uomo sposato, tanto più forte sarà la delusione. Quindi prendi la tua decisione e, qualunque essa sia, vivi intensamente la tua vita. È questo il migliore investimento che puoi fare.

Aspettare che cambi, o che rinunci alla sua famiglia per stare con te, può solo tradursi in una perdita progressiva di te stessa e dei tuoi spazi, dei piaceri che non lo riguardano, e di tutto il tempo che potresti invece dedicare a coltivare altre passioni, pensieri creativi, amicizie vecchie e nuove, successo professionale o addirittura, se questo rientrasse nei tuoi interessi, la creazione di una famiglia. È vero, qualche volta capita che un uomo lasci la famiglia e sposi l’amante. Ma le statistiche non sono incoraggianti.

Quindi rifletti. Qualunque promessa lui ti abbia fatto, qualunque speranza tu abbia riposto in questa relazione, qualunque meravigliosa sensazione lui riesca a darti quando è con te, vale la pena di rischiare di ritrovarti un giorno a chiederti: ma cosa facevo, chi ero, che cosa mi interessava prima che lui entrasse nella mia vita?