Scoperta l’origine dell’Escherichia killer

8 Settembre 2011
Scoperta l’origine dell’Escherichia killer

L’uso indiscriminato di antibiotici per il trattamento di qualsiasi forma infettiva, negli animali da allevamento come negli umani, senza il rispetto delle capacità autonome di guarigione, provoca danni sociali e individuali elevati. È ora quindi di riprendersi cura anche del trattamento di piante, animali e uomini per evitare che si ripropongano le scene di panico vissute nei mesi scorsi.  

L’epidemia di Escherichia Coli originata in Germania alla fine della primavera scorsa ha causato un notevole numero di morti (circa 50) e ha provocato una diarrea grave accompagnata da sindrome emolitica-uremica in numerosi casi (circa 1000) e provocato danni economici importanti. Sono apparse le notizie più improbabili che hanno condizionato la chiusura in sequenza di intere aree di mercato (cetrioli, prodotti biologici, pomodori, germogli di soia) fino alla conclusiva vaghezza sulla effettiva provenienza del battero.

Un gruppo di microbiologi e genetisti della Università del Maryland ha analizzato le sequenze di DNA dei batteri responsabili di questa condizione, identificando l’esatta composizione della sequenza anomala che caratterizza l’azione di questo battero. 

Il lavoro, pubblicato da pochi giorni su New England Journal of Medicine, ha portato ad evidenziare la componente responsabile della produzione della tossina prodotta da questo particolare ceppo di Escherichia. Si tratta di un piccolo pezzettino di sequenza genica che è tipico della Shighella e che provoca la diarrea e la sindrome emolitico-uremica (Rasko DA et al,N Engl J Med. 2011 Aug 25;365(8):709-17. Epub 2011 Jul 27).

Non sappiamo se si tratta di un incrocio spontaneo per trasmissione orizzontale naturale tra batteri o se qualcuno si è divertito (si fa per dire) a preparare batteri Geneticamente Modificati per seminare panico. Lasciamo alla storia la possibilità di scoprirlo.

A noi preme segnalare che in un caso o nell’altro, l’attivazione di quel gene e la conseguente produzione di una tossina potenzialmente letale, dipende (ed è dipesa allora) dalla contemporanea presenza di Ciprofloxacina (uno dei nomi commerciali di questo antibiotico è Ciproxin), a testimonianza della plasticità dei batteri nell’attivare meccansmi difensivi di protezione di fronte all’aggressione degli antibiotici. Il battero mira a difendere se stesso, generando antibiotico resistenza e creando condizioni per diventare letale per l’uomo.

Ancora una volta si conferma che l’impiego incongruo di alcuni farmaci come gli antibiotici può diventare strumento di malattia e di morte per gli esseri umani. Eppure bastano poche linee di febbre per dare consistenza alle ataviche paure dell’uomo e assumere in quantità sostanze antibatteriche che spesso hanno come unica azione finale quella di generare resistenza fallendo inoltre il bersglio della loro azione.  

 

Aggiornamento dell’ 11 settembre 2011 

A seguito della pubblicazione di quanto sopra riportato, alcuni lettori e alcuni medici hanno riportato pareri di incredulità sul fatto che la Ciprofloxacina potesse indurre la produzione di tossina letale di questo ceppo di Escherichia Coli. Un medico in particolare, ha segnalato una mia inaffidabilità relativa al fatto che nell’articolo originale tale considerazione non si ritrovasse.

Trascrivo così, anche a beneficio del collega distratto, quanto riportato letteralmente dal NEJM citato nell’articolo (alla pag 714): ..production of Shiga toxin may be increased by certain antibiotics. The growth of this strain in medium containing ciprofloxacin increased expression of the gene by a factor of about 80… 

Per altro questa evenienza è nota già da da anni grazie ad un lavoro pubblicato nel 2000 su Journal of Infectious diseases ma 11 anni di storia sociale, di conoscenza scientifica e di allarmi lanciati a tutti non hanno cambiato granché (Zhang X et al, J Infect Dis. 2000 Feb;181(2):664-70); è triste dovere riconoscere che finché si aggrediscono cetrioli, frutta, verdura e germogli biologici la stampa scrive. Nella misura in cui sono da criticare gli antibiotici, la stampa di divulgazione, come ora, tace.