A chi è lecito prescrivere una dieta?

15 Giugno 2004
A chi è lecito prescrivere una dieta?

Il tema è da tempo oggetto di dibattito, soprattutto per quanto riguarda l’uso delle indicazioni dietetiche come forma di terapia.

Per fare chiarezza sull’argomento, il Dott. Attilio Speciani, allergologo e immunologo clinico, responsabile scientifico di Eurosalus, ha posto il quesito all’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano.

Riportiamo qui la sua lettera.

Egregio collega,

a seguito del nostro colloquio telefonico del mese scorso, e seguendo il suo consiglio di sottoporre la questione all’Ordine per una discussione all’interno del prossimo Consiglio, mi permetto inviarle un quesito specifico relativo al tema dei limiti e della liceità delle indicazioni dietologiche e dietetiche.

Giova forse rammentare la causa pratica originante il quesito: in uno dei corsi di formazione sulla alimentazione da me effettuati in qualità di docente, a figure professionali già deputate alla indicazione dietologica (medici, specialisti medici, biologi nutrizionisti, dietisti diplomati) si è presentato un laureato/diplomato ISEF, che cercava una possibilità di approfondimento per indicare norme di corretta igiene alimentare e modalità alimentari specifiche agli sportivi che lui segue dal punto di vista ginnico-sportivo.

A quel punto è nato il problema della liceità del suo operato dal punto di vista deontologico e medico-legale, soprattutto in considerazione del fatto che in ordine alle nuove lauree brevi, nel caso specifico questa persona si può presentare al pubblico con l’indicazione di Dottore, se non addirittura, insegnando anche in una scuola come professore di ginnastica, col titolo di Professore.

Inoltre, collaborando per la parte medico-sportiva all’interno di un centro medico, questo potrebbe ingenerare confusione e fraintendimento nel pubblico.

Ferma restando infatti la possibilità di seguire un corso di approfondimento sulla alimentazione per chiunque, e ferma restando la possibilità di diagnosi di malattia e di indicazione dietetica specifica esclusivamente da parte di medici e specialisti, e la possibilità di indicare e comporre diete in persone sane (ma chi fa la diagnosi?), per i biologi nutrizionisti e i dietisti diplomati, il quesito riguarda comunque le indicazioni dietetiche in genere:

  • Quali figure professionali (oltre a quelle da me già segnalate) o non professionali sono legalmente autorizzate alla indicazione di modalità dietetiche?
  • Come è documentabile una responsabilità professionale nel caso di indicazioni dietologiche?
  • Come è precisabile da parte di figure non mediche la comunicazione al sano di una indicazione dietologica? (Ipotizzo la consegna al cliente, per problemi medico legali, di una indicazione che preveda una valutazione medica in caso di persistenza di sintomi).
  • Quali sono i limiti delle indicazioni dietetiche? (C’è sicuramente una forte differenza tra lo chef di un ristorante che suggerisce un piatto dicendo che “fa bene” all’intestino, e un erborista che indica ad un cliente la completa eliminazione della farina o del latte dalla sua alimentazione, arrivando a squilibrare o ad interferire con i meccanismi di tolleranza alimentare già acquisiti). Cioè, quando le indicazioni dietetiche sono legalmente “indicazione” e quando “terapia”?
  • Quando quindi una indicazione dietetica diventa atto medico, e come è sancibile il passaggio tra semplice consiglio deresponsabilizzato e indicazione con caratteristiche di responsabilità civile?
  • Come sono da intendersi le diete o i suggerimenti dietetici presentati quotidianamente in televisione e su riviste di divulgazione?
  • A puro titolo di conoscenza speculativa, come si possono configurare eventuali errori “storici” nelle indicazioni dietologiche mediche (come l’uso delle margarine in passato, o l’impiego di piramidi alimentari poi notevolmente modificate nel corso del tempo)?
  • E a titolo invece di conoscenza pratica, ma necessaria per dirimere una questione esistente, in definitiva il nostro “Professore di Ginnastica” può essere autorizzato alla indicazione dietologica a soggetti sani?

Certo di un vostro riscontro, auspico di essere informato anche della evoluzione della questione, trattandosi di tema estremamente delicato la cui soluzione è richiesta da molti medici, professionisti e anche semplici cittadini o fruitori di servizi che hanno necessità di chiarezza in questo campo i cui limiti sono spesso fumosi e mal definiti.

Cordiali e collegiali saluti,
Dottor Attilio Speciani

 

Per leggere la risposta del Dott. Roberto Anzalone, Presidente dell’Ordine Provinciale Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano, clicca qui.