Lasciate giocare i bambini!


di Michela Carola Speciani
05 Dicembre 2012

Si è spesso parlato di come la sedentarietà infantile sia rischiosa e poco utile dal punto di vista metabolico e salutistico.

Una ricerca guidata da Jonathan McGavock, ricercatore del Manitoba Institute of Child Health, e pubblicata su "Archives of Pediatric and Adolescent Medicine" del JAMA Network nei giorni scorsi, mostra come, per garantire al bambino e all'adolescente valori di salute cardiaca e vascolare migliori, bastino pochi minuti al giorno di attività fisica intensa.

Questo tipo di attività è quella tipica del bambino che torna dalla mamma o dal papà tutto affannato, con la faccia rossa e la frangetta dei capelli appiccicata alla fronte sudatissima: quella tipica del bambino che gioca, per intendersi.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità identifica come target ideale per tutti i bambini e gli adolescenti un'ora al giorno dedicata all'attività sportiva, tre ore per settimana delle quali da far rientrare in una attività fisica di più importante intensità (come quella descritta sopra).

Jonathan McGavock evidenzia d'altra parte, come elemento discriminante, che siano fatti almeno sette minuti al giorno di questo stesso tipo di attività intensa. I sette minuti così descritti, nei bambini che nello studio sono stati monitorati nel corso dell'intera giornata, identificano una complessiva tendenza al movimento durante l'intera giornata. Si tratta di bambini che ad esempio sono portati a muoversi in maniera generica: nei corridoi tra un'ora e l'altra di lezione, durante l'intervallo, magari giocando a "ce-l'hai" con un pallone creato al momento da un foglio accartocciato o da un succo di frutta, o saltando la corda e "l'elastico", e anche ai giardinetti con gli amici o attorno alla baby-sitter, alla mamma o al papà nel dopo scuola. Insomma, si tratta per lo più di bambini che giocano, e che amano farlo, con tutte le diverse sfumature e attitudini del caso.

L'appello quindi è per le mamme, per i papà e per chiunque si occupi di piccoli bimbi e di ragazzi che crescono: lasciateli giocare. Non per forza deve trattarsi del corso pomeridiano, ma magari di una qualche attività da svolgere con gli amici, nel luogo in cui si può fare, anche se fuori è molto caldo, o molto freddo (ricordandosi di seguire le linee guida per la prevenzione invernale).

L'indicazione diventa ancora più dolce nel momento in cui si avvicinino le vacanze invernali: stimolare i bambini a uscire a giocare con la neve (se c'è) o con la palla o altro (se non c'è la neve) e gli adolescenti a svolgere le attività movimentate che più gradiscano (fosse anche svolgere passi di danza acrobatica nella propria stanza), diventa importante ed essenziale al mantenimento di una buona salute degli stessi, oltre che essere una base utile per la strutturazione di buone abitudini.

È ora da ricordare quanto sia importante il ruolo del genitore o della comunità circostante nel dare il buon esempio: il bambino impara a dare un peso alle scelte in base a ciò che vede accadere in casa e a ciò che scelgono le persone di cui ha imparato a fidarsi di più.

Si esca quindi il più possibile (a maggior ragione in vacanza, quando almeno un briciolo di tempo gestionale in più esiste), anche tutti insieme, per muoversi e divertirsi, con il risultato successivo di tornare a casa sorridenti, arrossati e felici, con alle spalle passi importanti per la salute e la crescita di tutti, e anche una buona (e talvolta inconsapevole) dose di sport.