Ipoglicemia reattiva: quali esami effettuare?


di Gabriele Piuri - Medico Chirurgo
20 Febbraio 2014

DOMANDA

Buongiornovi scrivo per chiedere un aiuto. Sono un ragazza di 26 anni e ultimamente ho avuto degli episodi di glicemia bassa che mi causano giramenti di testa e improvvisi aumenti e cali di peso (3 kg circa a settimana). Ogni 2-3 ore devo mangiare perché mi sento quasi svenire e questo problema mi causa non pochi disagi. Il mio dottore non sa che tipo di esami prescrivermi per evidenziare il problema. Potete darmi qualche consiglio in merito a quali esami farmi prescrivere? Ringrazio in anticipo e resto in attesa di un consiglio. Saluti.

RISPOSTA

Gentilissima Lettrice,

prima di pensare agli esami per mettere in evidenza il problema è utile capire il possibile meccanismo alla base delle ipoglicemie di cui racconti nella tua lettera. Non ci dici nulla sulla tua alimentazione nonostante moltissime situazioni, simili a quella che descrivi, dipendano in massima parte da come si sta mangiando.

Prima di tutto è importante bilanciare a tutti i pasti carboidrati e proteine a partire dalla prima colazione. Ogni pasto dovrà essere composto da un terzo di carboidrati, da un terzo di proteine e da un terzo di frutta e verdura. Il corretto bilanciamento di ogni pasto rallenta l'assorbimento degli zuccheri ed evita le ipoglicemie reattive.

Quando una persona fa un pasto di soli carboidrati la glicemia nel sangue aumenta molto rapidamente portando a una massiva liberazione di insulina, che è l'ormone preposto alla controllo della concentrazione di zuccheri nel sangue.

Il problema è che l'insulina funziona talmente bene che riduce i livelli della glicemia sotto la norma in una situazione di ipoglicemia reattiva (dovuta appunto alla "reazione" dell'insulina dopo un picco glicemico). In una situazione come questa mancano le energie e la voglia di fare, si ha meno concentrazione fino anche ai giramenti di testa di cui ci racconti.

Oltretutto quando si è in ipoglicemia reattiva l'organismo viene spinto a mangiare per aumentare nuovamente i livelli di zuccheri nel sangue e la maggior parte delle persone istintivamente torna a mangiare solo carboidrati con un altro piccolo glicemico e un'altra ipoglicemia reattiva, in un circolo vizioso che porta a mangiare continuamente che deve essere ovviamente spezzato.

Altro aspetto fondamentale da considera per quando riguarda l'alimentazione è l'utilizzo esclusivo di cereali integrali evitando assolutamente i prodotti raffinati. Quindi via libera a pane integrale, pasta integrale, riso integrale, biscotti integrali e così via... La presenza di fibre rallenta ulteriormente l'assorbimento degli zuccheri distribuendolo in un arco di tempo maggiore ed evitando l'improvviso aumento della glicemia nel sangue che innescherebbe il meccanismo che abbiamo appena descritto.

In affiancamento alla dieta è possibile intervenire anche con integratori volti a migliorare la capacità dell'organico di utilizzare gli zuccheri. Ad esempio si utilizzeranno 5 ml a prima colazione, in abbondante acqua o succo, di un prodotto come Oximix 6+ e una capsula di Picocromo Super Concentrato a cena per cicli di circa un mese anche ripetibili 2-3 volte nel corso dell'anno. Oligoelementi come il Cromo e il Magnesio sono importantissimi per il corretto metabolismo degli zuccheri.

Per finire, in situazioni come questa può essere comunque utile un approfondimento clinico e diagnostico volto a escludere situazioni problematiche.

Se fosse una mia paziente controllerei glicemia, emoglobina glicata, fruttosamina e insulinemia per avere un'idea ben precisa del metabolismo degli zuccheri insieme alla concentrazione di colesterolo totale, colesterolo HDL e trigliceridi per verificare il metabolismo dei grassi.

Utile senza dubbio anche un esame completo delle urine per escludere la presenza di glicosuria e la valutazione del quadro epatico e renale per escludere altre possibili cause (ad esempio con AST, ALT, gammaGT, fosfatasi alcalina, creatinina e azotemia), senza dimenticare di verificare la funzione tiroidea con il TSH.

Come esame di secondo livello suggerisco eventualmente una curva glicemia (OGTT Oral Glucose Tolerance Test) per un'ulteriore precisazione.

Da anni nel nostro centro di Milano seguiamo molti pazienti con questo tipo di disturbo attraverso un percorso terapeutico ben definito che abbina insieme un "coaching nutrizionale" mirato, una valutazione medica e il consiglio dei rimedi naturali più utili.