Malattie infettive

Sinonimi: Malattie contagiose, Infezioni, Parassitosi
di Mattia Cappelletti - Medico Chirurgo

Quando si parla di “infezione” ci si riferisce alla presenza di un organismo “estraneo” che entra in contatto ed “invade” il corpo (o parti di esso) generando una risposta da parte del sistema immunitario.

Esistono migliaia di microrganismi patogeni (quindi “in grado di generare malattia”) e sarebbe impossibile trattare qui in maniera esaustiva anche solo una piccola parte di questi. La trattazione verterà invece sulla distinzione dei diversi tipi di patogeni e sulle migliori “strategie difensive” ad oggi presenti.

È inoltre bene ricordarsi che le interazioni tra gli agenti infettanti ed il nostro corpo non sono ancora chiarite in tutta la loro complessità, e malattie che un tempo si credevano “genetiche” o “spontanee/casuali” sono oggi correlate strettamente a particolari infezioni (si pensi, ad esempio, alla correlazione HHV-8 e sarcoma di Kaposi, HPV e cancro della cervice uterina o EBV e alcuni tipi di linfoma).

Altra nozione fondamentale è quella che nonostante i continui progressi della medicina e della farmacologia, i patogeni trovano spesso delle modalità di “sfuggire” e quindi di sviluppare resistenze all’azione dei farmaci. Proprio per questo motivo uno dei problemi emergenti è quello della nascita di “superpatogeni” in grado di resistere a pressoché ogni forma di difesa in nostro possesso.

Prima di addentrarci nella trattazione è bene distinguere le classi di organismi in cui possono essere divisi i patogeni. Questi comunemente possono essere batteri, virus o funghi. Esistono anche infezioni da protozoi (ad esempio la malaria) o da elminti (ad esempio la schistosomiasi), ma sono decisamente rare alle nostre latitudini.

 Sintomi

I sintomi di un’infezione variano enormemente in base al patogeno responsabile, il tipo di contagio, la zona interessata e lo stato di salute del soggetto infettato.

Esistono infezioni che possono decorrere in maniera asintomatica o paucisintomatica (ad esempio nel caso delle epatiti virali) o infezioni che evolvono in maniera rapidamente fatale provocando sintomi eclatanti (ad esempio nel caso dell’ebola) o più subdoli (come in alcuni casi di meningite).

Fortunatamente la maggior parte delle infezioni non ha esito funesto, e ha un decorso clinico più o meno severo e a volte caratteristico. Grazie a queste informazioni il medico può orientarsi nella diagnosi differenziale e suggerire la strategia terapeutica più adeguata.

Sintomi comuni che si hanno in risposta ad un’infezione sono la presenza di febbre e sudorazione (è una risposta del corpo per “cuocere” i patogeni, eliminandoli), arrossamento della cute nella zona infetta (che appare spesso anche gonfia e calda al tatto). Alterazioni di laboratorio comuni sono l’incremento della PCR (la proteina C reattiva, prodotta in risposta ad un’infezione batterica) e dei globuli bianchi (le cellule di difesa del nostro corpo).

È importante notare che questo tipo di alterazioni, per quanto comuni, possono essere del tutto assenti o addirittura si può verificare il contrario in alcuni casi.

In ogni caso si sospetti un’infezione è fondamentale un contatto con un medico. Un ritardo nella diagnosi o nell’inizio della terapia può significare una convalescenza più lunga, una mancata guarigione o un esito infausto.

[chapther]Cause[/chapter]

Batteri

I batteri sono tra i microrganismi più presenti sul nostro pianeta (ed anche nel nostro corpo). Sono organismi monocellulari, capaci di replicarsi autonomamente se messi nelle condizioni favorevoli. In base alla loro forma al microscopio ottico si riconoscono i cocchi (sferici), i bastoncelli (cilindrici), i vibrioni (cilindrici ricurvi), gli spirilli (cilindrici a spirale) o i filamenti (cilindrici molto allungati). 

Non tutti i batteri sono patogeni, esistono infatti moltissimi batteri “buoni” che compongono, ad esempio, la maggior parte della flora intestinale e sono fondamentali per una corretta digestione ed assorbimento dei nutrienti.

Alcuni batteri invece risultano sempre nocivi per il nostro corpo, ed altri possono diventarlo quando proliferano in maniera smodata (ad esempio in caso di terapie prolungate o deficit del sistema immunitario).

Esistono numerosissimi batteri diversi, con caratteristiche specifiche e modalità di trasmissione estremamente varie. Per le loro caratteristiche, una parte di questi organismi ha la capacità di sviluppare meccanismi di difesa nei confronti del sistema immunitario e dei farmaci (gli antibiotici) usati per contrastarli.

Tipicamente (ma non sempre) un’infezione batterica causa febbre ed incremento della PCR agli esami ematici.

Mi preme ricordare qui che la maggior parte delle infezioni del distretto orofaringeo (i “mal di gola”) e delle bronchiti sono di origine virale e quindi non richiedono terapia antibiotica.

Virus

I virus sono organismi dotati di un nucleo di DNA o RNA ricoperto da un involucro. Non sono in grado di replicarsi autonomamente, ma hanno bisogno di infettare una cellula per sfruttarne i meccanismi di duplicazione. Per questa loro caratteristica i virus sono definiti “parassiti intracellulari obbligati”, in quanto fuori dalla cellula sono materiale biologico inerte.

La loro relativa semplicità strutturale però si abbina ad un’estrema complessità biologico-funzionale quando il genoma virale (il DNA o RNA) si trova all’interno della cellula infetta. Alcuni virus sono infatti in grado di “eludere” le difese immunitarie e/o alterare il genoma delle cellule infettate, risultando a volte dei potenti cancerogeni nell’uomo.

Un esempio di caratteristiche e decorso di un’infezione virale si può trovare alla voce “epatite virale”.

Le infezioni virali più comuni sono del tratto respiratorio superiore o dell’orofaringe, e sono caratterizzate da un decorso breve (3-7 giorni) e autolimitante (non richiede quindi normalmente alcuna terapia).

È importante notare che le infezioni virali non aumentano la PCR agli esami ematici, e senza la ricerca degli antigeni specifici, ed in assenza di sintomi, possono, in alcuni casi, restare non diagnosticate anche per decenni.

Funghi

Le infezioni micotiche sono causate da un numero abbastanza ristretto di funghi (si pensi che ne esistono oltre 100.000 specie in natura, ma meno di 500 di queste possono causare malattia nell’uomo, e solo un centinaio sono responsabili di infezione in individui mediamente “sani”).

La maggior parte delle infezioni micotiche sono di pertinenza della cute o delle mucose, e quindi possono essere diagnosticate con relativa facilità da un medico (o da uno specialista dermatologo in casi più particolari).

 Trattamento

Il trattamento dipende in maniera fondamentale dall’agente responsabile dell’infezione (antibiotici per i batteri, antivirali per i virus, antimicotici per i funghi e così via).

Informazioni più specifiche su alcune condizioni si possono trovare utilizzando la funzione “cerca” presente in alto a destra sul sito.

È bene ricordare che, ad oggi, non tutte le infezioni hanno una terapia efficace. La miglior “cura” quindi, quando si tratta di malattie infettive, è la prevenzione.

Esistono diverse forme di prevenzione, che comprendono le norme di igiene, l’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI), la profilassi e le vaccinazioni.

  • Una buona norma di igiene è quella di lavarsi le mani e/o di utilizzare una soluzione alcolica disinfettante quando si è maneggiato qualcosa di potenzialmente contaminato.
  • In caso di rischio biologico maggiore è bene utilizzare i corretti dispositivi di protezione individuale (DPI): guanti, occhiali, tute, profilattici…
  • In caso, ad esempio, di viaggi o di probabile esposizione ad un patogeno di cui non sia disponibile o non sia stata effettuata in tempo utile la vaccinazione può essere suggerita una forma di profilassi tramite l’assunzione di un farmaco specifico con l’intento di prevenire o impedire la replicazione del patogeno qualora si fosse infettati. Un esempio classico è quello della profilassi antimalarica, ma esistono anche forme di profilassi post-esposizione che vengono utilizzate, ad esempio, in caso di puntura accidentale con ago infetto con l’intento di evitare il contagio da virus HIV.
  • La vaccinazione è un sistema sicuro ed efficace per poter “far imparare” al proprio sistema immunitario le caratteristiche salienti di un determinato patogeno. In questo modo quando si viene in contatto con il microrganismo, il nostro sistema immunitario è in grado di combatterlo in maniera efficace, scongiurando le possibili complicanze di un’infezione severa. È bene ricordare che nella storia dell’umanità siamo stati in grado di eliminare un solo agente patogeno (il vaiolo), e ciò è stato possibile solo grazie alla vaccinazione di massa. Il vantaggio offerto dalla vaccinazione è infatti che la risposta al patogeno è “in carico” al sistema immunitario e questo pone al sicuro dallo sviluppo di resistenze ai farmaci.

Una importante nota conclusiva sui trattamenti contro le infezioni è che non solo non esiste una cura per ognuno di questi, ma i patogeni sono in grado di mutare ed evolvere per sfuggire all’azione del sistema immunitario e/o dei farmaci.

Un utilizzo improprio dei farmaci (in primis gli antibiotici) espone se stessi e tutta la comunità al rischio sempre più reale della creazione di “superpatogeni” in grado di resistere a tutte le terapie conosciute. Questo rischio è reale, e si è già verificato in alcuni casi, fortunatamente isolati ma purtroppo fatali. Prendere un antibiotico quando non serve, o in maniera scorretta nel numero di compresse o negli orari di somministrazione può essere pericoloso.

Lo schema preferito

In chiave di prevenzione delle infezioni, o di prevenire la loro ricomparsa in caso di infezioni ricorrenti, può trovare ampio spazio la riduzione ed il controllo dell’infiammazione tramite modifiche nutrizionali o di stile di vita.

Si è visto come specifiche reattività individuali ed elevati livelli di infiammazione si correlino a specifiche infezioni: un esempio “tipico” è la presenza di candidosi o cistiti ricorrenti e la reattività alimentare ai lieviti.

Un regime alimentare corretto che rispetti le proprie reattività, unito alla giusta attività fisica può essere di grande aiuto nella prevenzione e nella risoluzione di quadri infiammatori prima ancora che infettivi.

Questo approccio viene usato con successo presso il centro medico SMA di Milano.

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Per approfondire le caratteristiche dei vari microrganismi patogeni e le migliori strategie di prevenzione e/o cura:

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