Un pinzimonio di effetti positivi: perché ci piacciono frutta e verdura


di Michela Carola Speciani
14 Dicembre 2012

Quante volte si è arrivati a casa affamati con la compulsiva voglia di cibo estremamente grasso, salato o dolce ma a rapidissimo assorbimento, come del cioccolato, del riso o delle patatine fritte?

È quello che a quanto pare succede naturalmente (l'hanno dimostrato gli studiosi di diversi distretti e centri coinvolti con il controllo e la prevenzione di malattie, disabilità e patologie del sangue ad Atalanta, in Georgia), quando si arrivi al pasto con diverse ore di digiuno alle spalle, o comunque in una situazione di carenza glicemica.

Nella sperimentazione sul campo, due gruppi di studenti sono stati destinati a diverse attività alimentari: il primo sarebbe arrivato alla mensa con 18-24 ore di digiuno mentre il secondo ci sarebbe arrivato con pasti regolari alle spalle. Ecco che la frequenza di studenti che cominciavano il pasto con amilacei e carboidrati a rapido assorbimento erano nettamente più frequenti nel gruppo affamato rispetto che in quello che aveva mangiato.

Il risultato non è scontato: lo stesso studio, pubblicato come lettera sugli Archives of Internal Medicine del JAMA Network, identifica come sia il primo alimento scelto iniziando il pasto ad occupare la parte più ampia del pasto stesso. Così un pranzo, una colazione o una cena che inizino con la scelta di pasta, riso o di un dolce, tenderanno ad avere una parte di carboidrato a più rapido assorbimento che sarà predominante su quella di proteine o fibra e sali minerali (frutta e verdura). Il contrario succederà invece qualora sia il cosiddetto "crudo vivo e colorato" a occupare la prima scelta.

Un secondo studio, condotto presso la provincia di Osaka, in Giappone, identifica effettivamente come un pasto che cominci con frutta e verdura tenda ad avere un impatto glicemico più basso di un qualsiasi altro che cominci in maniera diversa. Un atteggiamento di questo tipo, e quindi iniziare il pasto scegliendo una quota di frutta o verdura (si tratti di pinzimonio, di un'insalata o di una banana fresca) potrebbe quindi da una parte essere un utile adiuvante al controllo di patologie legate alla glicemia quali il diabete, la patologia vascolare e la candidosi, ma anche le problematiche legate all'infiammazione generale (dalle afte, al mal di testa, all'artrite reumatoide), e al dimagrimento.

C'è di più: chi mangia frutta e verdura (in questo caso da scegliere cruda e scondita) prima di cominciare il pasto, inserisce in pancia ed espone al sistema immunitario i cosiddetti panallergeni, contenuti naturalmente in questo tipo di alimenti, che preparano e allenano il sistema immunitario a reagire in maniera sensata a ciò che si andrà a inserire col resto del pasto e all'ambiente circostante.

Mangiare almeno un pezzetto di frutta e verdura cruda e scondita è ad esempio uno degli elementi suggeriti spesso nel caso della prevenzione invernale, per attraversare i freddi e i venti gelati in salute, oltre che essersi dimostrato di spiccata azione antiallergica, soprattutto nei bambini ma anche negli adulti.

Ricapitolando, tra gli effetti di un semplice gesto quale scegliere l'insalata o la frutta all'inizio invece che alla fine, si trova il controllo della glicemia e quindi anche dell'infiammazione, dell'ingrassamento e della patologia vascolare, l'azione antiallergica, quella di prevenzione invernale, e l'utilità di un segnale che aiuta a comprendere se il pasto è stato raggiunto in situazione di equilibrio glicemico e utile apporto di nutriente dal pasto precedente o meno.

Se mangiare frutta e verdura è già un'abitudine famigliare, ricordarsi di assumerne a inizio pasto sarà un gioco divertente da attuare insieme. Lo stesso può essere fatto da chi non ne abbia mai assunta prima, in maniera semplice e goduta, con qualche semplice trucco che si adatta bene anche a coloro che "odiano la verdura", per riscontrare effetti ampi, pieni e positivi per la salute di chi si sieda a tavola scegliendo, coscientemente o meno, di partire dal buono vero.