Notizie dall'Australia: sempre meno pericolosa la prossima influenza


di Attilio Speciani
10 Settembre 2012

Ogni anno l'Europa ha a disaposizione i dati Australiani per capire esattamente quello che succederà durante la nostra stagione invernale, eppure il nostro sistema sanitario sembra non tenerne conto.

Ricordiamo soprattutto che la comparsa dell'influenza suina (H1N1) nel 2009 avrebbe potuto essere affrontata in modo scientifico semplicemente leggendo i dati australiani che segnalavano una forma influenzale di scarsa rilevanza clinica e con ridotti effetti sulla popolazione. Eppure sappiamo che quell'evento si è trasformato invece in una sorta di truffa organizzata a livello mondiale che ha cercato durante l'autunno 2009 e l'inverno 2010 di seminare panico inutile.

Oggi, come ogni anno, la stagione influenzale australiana, perfettamente analizzata in tempo reale dal sistema sanitario nazionale, ci consente di fare almeno 3 considerazioni

  1. L'influenza (soprattutto di tipo A - H3N2) ha avuto un andamento più significativo di quella H1N1 (suina) del 2011 senza però raggiungere i livelli di diffusione di quella suina del 2009.
  2. La mortalità per influenza o polmonite correlata all'influenza è stata anche quest'anno bassissima, con una previsione totale di circa 35-40 possibili decessi da complicanza influenzale in persone di età media di 74 anni.
  3. Si è ammalato il 3,9% della popolazione vaccinata e il 4,9% della popolazione non vaccinata. Una differenza davvero minima che continua a non giustificare la corsa al vaccino come unico strumento di prevenzione.

C'è un altro aspetto importante che merita di essere seguito tenendo alte le antenne: durante i mesi di marzo, aprile e maggio il marketing dell'influenza descriveva su molti giornali australiani la prossima influenza (cioè quella che si è appena conclusa) come una influenza potenzialmente letale per cui ci sarebbero stati migliaia di morti. Sembra di sentire le stesse indicazioni che riceveremo dai nostri comunicatori casalinghi. Vedremo come ogni anno che questa influenza (probabilmente il picco sarà tra gennaio e febbraio) verrà descritta come letale e verranno immaginati milioni di italiani a letto prima di Natale...

Continuiamo a difendere la necessità di conoscere la realtà dei fatti per decidere della propria salute. Oggi, grazie alla rete, abbiamo le condizioni per farlo, se qualcuno non decide di impedirlo...

(nelle prossime settimane inizieremo a dare indicazioni per la prevenzione naturale delle forme di raffreddamento, influenzali o meno, del prossimo autunno inverno).