Come ridurre i sintomi della cistite in attesa dei risultati dell'urinocoltura?


di Gabriele Piuri - Medico Chirurgo
16 Giugno 2016

DOMANDA

Buongiorno,in questo giorni mi è tornata la cistite di cui non soffrivo più da molto tempo, probabilmente perché sto bevendo meno del solito. Ho appena cambiato lavoro e vorrei evitare di prendere giorni di malattia. Avete dei suggerimenti da darmi? Grazie.

RISPOSTA

Gentilissima Lettrice,

la prima cosa da fare quando compaiono i sintomi della cistite è effettuare un'urinocoltura per verificare se è presente un'infezione batterica delle vie urinarie ed eventualmente avere indicazioni sull'antibiotico migliore da scegliere.

Per avere i risultati di questa analisi ci vogliono solitamente 2-3 giorni quindi meglio affrettarsi per avere tutto il prima possibile.

In attesa del referto dell'urinocoltura è fondamentale bere moltissimo in modo da favorire la pulizia della vescica.

In molti casi le cistiti sono causate della presenza di renella che irrita le vie urinarie infiammando la vescica e favorendo una sovrainfezione batterica.

Durante la fase acuta si può arrivare a bere anche 3-4 litri d'acqua in una giornata.

Utile anche utilizzare durante la giornata un infuso di Malva che grazie alle sue proprietà lenitive ed emollienti è utile per calmare i fastidi.

Alternativamente è possibile utilizzare un prodotto come Depur al dosaggio di 15 ml in mezzo litro d'acqua da bere al mattino e 15 ml sempre in mezzo litro d'acqua da bere il pomeriggio. Questo prodotto unisce insieme un mix bilanciato di estratti fitoterapici come magnesio, zinco e vitamina B6. Da un lato questo prodotto riduce l'infiammazione a livello locale, dall'altro favorisce la diuresi aiutando la solubilizzazione di un'eventuale renella.

In chiave omeopatica è possibile intervenire con due rimedi come Cantharis 9 CH ed Equisetum 9 CH di cui sciogliere sotto la lingua 3-4 granuli di entrambi 3-4 volte al dì riducendo la frequenza in base al miglioramento della sintomatologia.

Se la cistite fosse un problema ricorrente meglio ragionare anche sul piano alimentare.

L'effettuazione di un test come Recaller o BioMakers è utile per valutare il proprio profilo alimentare per impostare una dieta di rotazione settimanale per il recupero della tolleranza alimentare.

Questi test sono eseguiti in farmacia su un semplice prelievo di sangue capillare direttamente da un dito. In base ai risultati ottenuti si imposterà una dieta di rotazione settimanale, con dei giorni in cui evitare gli alimenti a cui si è risultati reattivi e dei giorni in cui invece reintrodurli con un'impostazione simile alle modalità dello svezzamento infantile.

Con l'arrivo dei risultati dell'urinocoltura si valuterà il da farsi con l'aiuto del proprio medico di fiducia, decidendo se è necessario intervenire con un antibiotico in base ai risultati, alla storia clinica e alla sintomatologia residua.