Watson, gli antiossidanti, il cancro e la guerra alle vitamine


di Attilio Speciani
21 Gennaio 2013

L'idea del dottor Watson per combattere il cancro, pubblicata nei giorni scorsi sulla rivista "Open Biology", è quella di mettere al bando vitamine e antiossidanti, anche quelli naturalmente presenti nell'alimentazione.  

Secondo lo scienziato, queste sostanze, da sempre considerate alleate dei processi di sopravvivenza, sarebbero invece dei nemici e ostacolerebbero le presunte attività dei farmaci antitumorali

Prima però di entrare nel merito di quanto dichiarato dall'ottantaquattrenne dottor Watson (che ha molto poco a vedere con Sherlock Holmes) vale la pena di considerare alcune delle sue "uscite" più recenti. Si tratta di frasi che obiettivamente gettano sulle sue affermazioni un'aura di soggettività importante, rendendole poco credibili o quantomeno discutibili anche se è stato uno degli scopritori del DNA.

  1. Gli uomini di colore sono meno intelligenti di quelli bianchi, e l'eguaglianza della capacità di ragionamento condivisa da tutti i gruppi razziali si è rivelata una delusione, tanto che "chi ha a che fare con dipendenti di colore pensa che questo non sia vero" (ripresa da "The Independent" dell'ottobre 2007).
  2. Se l'omosessualità avesse una radice genetica capirei perfettamente la madre che rimuovesse quel gene dal feto che porta in grembo.
  3. Gli OGM sono assolutamente da sostenere, e i possibili vantaggi sono di gran lunga superiori ai possibili pericoli ambientali. Numerose opinioni riguardanti gli OGM sono assolutamente anti-scientifiche e irrazionali. (Le sue idee al riguardo sono contenute nel libro di memorie "Il segreto della vita" (DNA: The Secret of Life), in particolare nel capitolo 6 (da Wikipedia).

Il confronto con la statura morale e il valore sociale di una scienziata come Rita Levi Montalcini è immediatamente stridente.

Veniamo però alle sue affermazioni sugli antiossidanti che meritano comunque una riflessione. Watson sostiene che molti farmaci chemioterapici antitumorali agiscono generando Radicali Liberi (ROS) che uccidono le cellule tumorali. In modo molto semplicistico lo scienziato inglese dice che qualsiasi antiossidante dovrebbe essere bandito nel trattamento antitumorale, in quanto potrebbe agire in senso opposto al farmaco.

Vale la pena di segnalare che in molte forme tumorali questo tipo di scelta viene già fatta, ad esempio sospendendo la copertura antiossidante nei giorni in cui si effettua la radioterapia o in cui si effettuano trattamenti acuti.

Le perplessità generate da questa affermazione sono di tre generi:

1) se gli antiossidanti vanno in controtendenza all'azione dei chemioterapici, perché non chiedere ai malati di tumore di fumare abbondantemente per facilitarne il controllo? Sarebbe ovviamente pura follia ma il messaggio di Watson è stato, ovviamente, diffuso ai 4 venti...

2) la sopravvivenza di un essere vivente non dipende solo dalla presenza o meno del cancro. La recente scoperta che molte forme tumorali del seno sarebbero comunque guarite da sole (pur essendo dei cancri a tutti gli effetti) rafforza questa idea. La gestione della guarigione è legata a molti più fattori che la sola presenza del tumore o dei Radicali Liberi prodotti dal farmaco. Pensiamo agli studi di Soltow che hanno definito l'importanza ai fini della sopravvivenza non solo della singola sostanza biologicamente attiva ma dell'intero equilibrio ad esempio del "metaboloma" unità funzionale che regola il metabolismo nell'intero individuo (Soltow QA et al, Integr Comp Biol. 2010 Nov;50(5):844-54. doi: 10.1093/icb/icq094. Epub 2010 Jul 12). Tali studi sono stati ripresi di recente da Sarah Deweerdt e pubblicati su Nature.

3) vi sono sostanze stimolate dagli antiossidanti che non si limitano a fermare i Radicali Liberi, ma come il Resveratrolo agiscono in modo molto più profondo, inducendo ad esempio la produzione di IL10 (interleuchina 10) che è un potente regolatore dell'attività infiammatoria. Oppure la Curcuma, che svolge un'azione di controllo sui meccanismi cellulari legati all'NF-kB che determinano resistenza insulinica e ulteriore infiammazione. L'NF-kB, quando viene attivato induce anche una progressione della malattia tumorale. Che dire di una sostanza antiossidante come appunto la Curcuma, in un simile contesto?

Il tema della utilità o meno degli antiossidanti in corso di malattia tumorale è quindi tutto da discutere e io personalmente sono a totale favore del loro uso. A fronte di un singolo lavoro scientifico che ne segnala i possibili danni, un numero consistente di test clinici hanno dato segnali del tutto positivi e confermano l'utilità di vitamine, minerali e antiossidanti in genere anche nella forma cancerosa in attività.

Sicuramente la "lobby antivitaminica" avrà gioito vivamente a fronte di un'intervista come quella rilasciata da Watson, ma abbiamo imparato a stare con le "orecchie alzate", per difenderci dalle continue aggressioni ad una visione più naturale ed ecologica della prevenzione e della cura.

Assolutamente sereno nel prendere, come tutte le mattine, 1 capsula di Fitocurcuma, 1 capsula di Stimun-Ox 800 e 1 compressa di vitamina C e un po' di Oximix 2+, poco prima della prima colazione. Per continuare a difendermi dalle possibili forme tumorali e non certo per favorirle...