Asma, allergie e parassiti intestinali: le nostre nonne avevano ragione


di Redazione Eurosalus
20 Settembre 2001

Le nostre nonne, espressione talvolta di una saggia medicina popolare, di fronte ad un bambino che continuava a ammalarsi e aveva problemi allergici o asmatici, dicevano che “aveva i vermi” e proponevano terapie naturali diverse in relazione alle diverse regioni di provenienza. Collane d'aglio o infuso di assenzio o olio di timo, aiutavano spesso la guarigione. Non erano pazze, e alcuni recentissimi lavori sembrano invece dare loro una grande ragione.

I parassiti intestinali, quelli che la gente chiama “i vermi”, sono un forte problema emergente. È difficile identificarli, e il sospetto della loro presenza nasce solo a medici che conoscono l'importanza della relazione tra intestino e infiammazione dell'intero organismo.

Gran parte delle patologie croniche che affliggono oggi la popolazione mondiale sono di tipo infiammatorio cronico. Un intestino infiammato determina la diffusione di fenomeni infiammatori anche in settori distanti. E non dipende solo dalla esistenza di intolleranze alimentari.

Alcuni recentissimi lavori scientifici hanno identificato ad esempio una reazione crociata tra la infestione da Anisakis e la reazione agli acari. In pratica significa che un bambino o un adulto non allergici alle polveri, quando vengono infestati dai parassiti intestinali, possono diventare allergici.

Un gruppo di studio del Karolinska Institutet di Stoccolma (Allergy 2001 Jul:56; 660-666) ha stabilito che le persone (numerose) infestate da un particolare verme intestinale (che si chiama appunto Anisakis simplex) sviluppano frequentemente una allergia crociata a molti degli acari presenti nell'ambiente domestico e di lavoro.

Facciamo un esempio pratico: un ragazzo o un adulto che ha passato le vacanze in campeggio, e ricorda di avere avuto qualche disturbo intestinale (fatto frequentissimo), e all'inizio dell'inverno presenta rinite, o asma, potrebbe avere i “vermi” nella pancia anzichè una forma allergica originaria.

La forma allergica insomma, potrebbe esprimere una difesa dell'organismo, e non un suo difetto, e la terapia non dovrebbe basarsi sul trattamento cortisonico o antistaminico, ma sulla ripulizia intestinale.

Un altro importante lavoro effettuato da ricercatori spagnoli (Journal of Allergy and Clinical Immunology 2000 Jan; 105:178-181.) ha potuto evidenziare che spesso le reazioni allergiche agli alimenti sono in realtà dovute non ad una reazione verso il cibo, ma alla presenza del parassita intestinale, che accentua i meccanismi di risposta infiammatoria, e determina reazioni in tutto e per tutto simili a quelle delle allergie o delle intolleranze alimentari.

Ancora di più quindi si evidenzia lo strettissimo rapporto tra la crescente ipersensibilità esistente nella popolazione e le condizioni intestinali. Ciò che mangiamo, e le condizioni del nostro intestino possono essere la causa delle nostre malattie infiammatorie cui talora non ci sembra di riuscire a rispondere.

Un possibile schema naturale di trattamento dei parassiti intestinali si può trovare ai link indicati di seguito: schema secondo Clark e terapia omeopatica.