Anticorpi Antinucleo falsi positivi, ma...


di Attilio Speciani
08 Gennaio 2007

Spesso di fronte alla presenza di Anticorpi Antinucleo (ANA) positivi, ci si domanda quale possa essere il significato prognostico per chi li esprime.

Ricordiamo infatti che gli ANA potrebbero essere un segnale di una patologia autoimmune o comunque a sfondo immunologico. In realtà, sempre più frequentemente ANA positivi compaiono in persone che non necessariamente sviluppano poi queste patologie.

Qual è allora il decorso clinico dei pazienti con test ANA positivi ma senza evidenze cliniche di patologie del connettivo?

Una ricerca canadese (Myckatyn SO and Russell AS, J Rheumatol 2003 Apr; 30:736-9) effettuata su 116 pazienti con ANA ad alto titolo (maggiore o uguale a 1:640) senza evidenza clinica di patologia del connettivo, ha mostrato che solo un piccolissimo numero di soggetti ha manifestato in seguito una patologia di questo genere (sclerodermia, CREST, o Sjogren).

Oltre la metà dei soggetti ha registrato la scomparsa degli anticorpi entro 5 anni. Un terzo, comunque, di questi soggetti lamentava artrite, un decimo rush cutanei non lupici, e un decimo fenomeno di Raynaud.

Se da un lato questo dato tranquillizza, è pur sempre importante ricordare che questi anticorpi rimangono pur sempre l'espressione di un surriscaldamento dell'organismo (si vedano a questo proposito gli articoli su Intolleranze alimentari, infiammazione generale e Stress) di cui il medico deve tenere conto.

Non devono quindi solo destare paura, ma rimanere come un segnale spia da non trascurare, in cui interventi non invasivi, come quelli sui comportamenti alimentari e generali, possono portare a un riequilibrio rapido.