Minerali: microdosi per vivere a lungo


di Attilio Speciani
19 Giugno 2008

Appare sempre più chiaro che il miglior effetto antiossidante non si ottiene grazie a dosi elevate di vitamine o minerali, ma grazie alla importante integrazione di piccole quantità dei minerali necessari, interagenti tra loro.

È quanto è emerso ad esempio da uno dei lavori importanti effettuati sugli oxiprolinati, e pubblicato su Artheriosclerosis (Accinni R et al, 8,;1, June 2007: 67).  La storia di questo lavoro scientifico merita di essere raccontata, perché apre delle importanti considerazioni per l'applicazione futura delle terapie di integrazione minerale e vitaminica, e in genere di tutte le terapie antiossidanti.

Da anni infatti è noto che gli oxiprolinati di Ferro, presenti nel Ferro Super, consentono una ottima integrazione in caso di anemia lieve o moderata, senza arrecare alcun effetto collaterale, tipico invece degli alti dosaggi di ferro.

In precedenti lavori infatti un dosaggio giornaliero di 1,0 mg di ferro aveva consentito di verificare il miglioramento evidente delle condizioni di anemia presente inconsapevolmente in alcuni soggetti, mentre in volontari sani aveva comunque migliorato il metabolismo del ferro.

Così si è voluto vedere se la composizione minerale presente nel Ferro Super, nella quale spicca un ottimo equilibrio di piccole dosi di Zinco, Rame, Cobalto, Magnesio ed altri minerali ancora,  e in cui la relativa dominanza del ferro si esprime con appena 4,2 mg per dose (30% del LARN), potesse determinare dei cambiamenti specifici nell'equilibrio ossidativo delle persone sottoposte all'esperimento.

Di solito infatti il metabolismo del ferro è particolarmente alterato in persone che soffrono di situazioni in cui lo stress ossidativo sia molto forte.

In pratica quindi una trentina di persone hanno assunto la dose giornaliera di Ferro Super (corrispondente a 4,2 mg di Ferro) per 3 mesi, e le variazioni dello stato ossidativo sono state lette dopo 1 mese e alla fine del lavoro stesso.

Dopo il primo mese, la capacità antiossidante dell'organismo era nettamente aumentata, l'omocisteina nettamente ridotta e il rapporto tra colesterolo e HDL nettamente migliorato.

In aumento anche i valori di Glutatione totale e ridotto. In pratica quindi si è evidenziata in modo preciso la capacità di una composizione costituita da piccole quantità di diversi minerali, di determinare una interazione complessiva, mirante all'equilibrio del sistema ossidativo individuale.

Condizioni che portano a pensare che l'efficacia di integrazioni mirate, come quelle degli oxiprolinati o quelle di altri preparati come il Cellfood, o dosaggi intelligenti di integratori, come il Vita Folic, siano l'arma vincente per fare sì che l'effetto antiossidante sia positivo e non rischi all'opposto di generare effetti contrari.