Latte e lattosio: meglio fare chiarezza


di Attilio Speciani
17 Giugno 2014

Quando si parla di ipersensibilità al latte spesso c'è molta confusione tra l'intolleranza al lattosio e una reattività alimentare al latte e nella mia pratica clinica mi capita frequentemente di spiegarne la differenza.

Se ci sono problemi con il lattosio si parla di una intolleranza enzimatica che presuppone la carenza di un enzima, la lattasi. Questo enzima scinde gli zuccheri dal latte, il lattosio per l'appunto, negli zuccheri semplici che lo compongono per renderli assorbibili.

La mancanza della lattasi porta a sintomi molto specifici e molto localizzati a livello intestinale quali gonfiori addominali, difficoltà di digestione, flatulenza, dissenteria ed è tipicamente dose specifica.

Nella rara intolleranza pura al lattosio la reazione è dose dipendente quindi non serve l'eliminazione del latte, ma piuttosto il controllo della quantità di lattosio introdotta.

Quindi meglio fare attenzione al latte e ai latticini freschi soprattutto se consumati in grandi quantità mentre si possono utilizzare i latti senza lattosio (tipo Accadì o Zymil) e i formaggi stagionati.

Quando invece si parla di reattivita al latte si discute di una reazione immunitaria contro il latte in toto e le sue proteine, che deve essere rieducata verso la riconquista della tolleranza.

Per fare questo è possibile seguire, una dieta di rotazione settimanale con dei giorni di dieta in cui evitare il latte (e gli altri alimenti compresi nel grande gruppo alimentare dei latte e latticini) e dei giorni in cui reintrodurli magari in piccole quantità, con uno schema che rispecchi in tutto e per tutto lo svezzamento infantile.