Alimentazione e sport: un’arma vincente anche in oncologia
Che l’attività fisica sia un pilastro della salute è noto, ma oggi abbiamo dati sempre più solidi a confermarlo: il British Journal of Sports Medicine ha evidenziato che svolgere almeno 60 minuti di attività fisica a settimana prima di una diagnosi di tumore in stadio I è associato a una riduzione del 27% del rischio di progressione e del 47% della mortalità rispetto alla sedentarietà. Un dato che rafforza un concetto chiave: movimento e metabolismo sono strettamente legati anche ai processi di infiammazione e al contesto oncologico.
Per ottenere benefici concreti non sono indispensabili lunghe sessioni di cardio. Strategie più brevi ma mirate, come l’HIIT, permettono di ottenere un forte stimolo metabolico in tempi contenuti. L’allenamento intervallato ad alta intensità alterna brevi fasi di sforzo intenso a momenti di recupero attivo, migliorando la sensibilità insulinica, riducendo i picchi glicemici e stimolando la massa muscolare. Una possibile organizzazione settimanale può prevedere 2–3 sessioni di HIIT da 20–25 minuti, con almeno 48 ore di recupero tra loro, alternate a 2–3 giorni di attività moderata come camminata veloce o bicicletta e 1–2 sedute di potenziamento muscolare per preservare la massa magra.
Tuttavia, l’allenamento da solo non basta. Per incidere davvero su infiammazione e glicazione è necessario integrare una dieta personalizzata. Un approccio moderno non si limita a “mangiare sano”, ma punta alla personalizzazione tramite strumenti specifici come il PerMè Medical Program, che consente di valutare la risposta infiammatoria individuale legata alla ripetitività alimentare personale e il proprio stato di glicazione, così da costruire un piano nutrizionale realmente su misura.
Allenamento e nutrizione devono dialogare anche nella gestione dei pasti. La strategia ideale è arrivare all’allenamento con scorte energetiche piene ma “con la pancia vuota”.
Due o tre ore prima del workout è consigliabile un pasto completo con proteine, grassi buoni e carboidrati a basso-moderato indice glicemico, ad esempio, se l’allenamento è prima di pranzo, yogurt greco con frutta secca, frutti rossi e cereali integrali, oppure, se l’allenamento è nel pomeriggio, un pranzo leggero ma completo con orzo/riso integrale, gamberi abbondanti, verdure miste e olio extravergine d’oliva.
Nel post workout è fondamentale reinserire la quota proteica, vera base strutturale del muscolo, ma anche i carboidrati per ripristinare il glicogeno consumato durante l’allenamento. Se si desidera concedersi una piccola coccola come un cucchiaino di miele, un biscotto o uno snack dolce, è preferibile farlo dopo la sessione, quando la sensibilità glicemica è maggiore e l’impatto metabolico più favorevole.
Integrare attività fisica intelligente, HIIT, controllo dell’infiammazione e dieta personalizzata rappresenta oggi una strategia concreta di prevenzione e supporto metabolico anche in condizioni complesse come quelle oncologiche e nello Studio Medico SMA Srl ci occupiamo anche di questo.