Guarire le dermatiti ricreando tolleranza per gli alimenti


di Attilio Speciani
08 Maggio 2017

Tharakorn / 123RF Archivio Fotografico

Cambiare l'alimentazione, misurando l'infiammazione e controllando gli alimenti utilizzati in eccesso, è uno dei protocolli che usiamo da anni per trattare molte forme di dermatite.

A dispetto di chi continua a negare una evidente relazione tra alimentazione, infiammazione e malattie della pelle, è stata pubblicata su Allergy, nel marzo 2017, una ricerca che dimostra in modo evidente che una sensibilizzazione cutanea possa essere guarita dalla induzione di una tolleranza verso gli alimenti (Baek JO et al, Allergy. 2017 Mar;72(3):397-406. doi: 10.1111/all.12960. Epub 2016 Jul 22). 

Basta pensare a quante dermatiti siano correlate con la SNAS, cioè la sensibilità al Nichel, e a come sia importante la risposta cutanea in molte malattie correlate alla sensibilità al glutine. Nella casistica generale la relazione tra cibo e pelle è estremamente diffusa e la ricerca conferma questa relazione.

Si tratta di una ricerca effettuata su topini sensibilizzati all'ovoalbumina (un costituente dell'uovo) con reazioni sulla pelle dovute al contatto con l'uovo. 

L'evoluzione della scienza rende sempre più concreta la relazione tra cibo e salute. Riconquistare la tolleranza alimentare supporta la cura delle dermatiti.

La ricerca ha chiarito che la tolleranza all'uovo, ottenuta facendo bere ai topini dell'acqua in cui fosse stata disciolta una piccola quantità di uovo (una soluzione di ovoalbumina all'1%), ha consentito di controllare o eliminare la reazione dermatitica (eczema) che si era manifestata sulla parte di pelle trattata. 

Il meccanismo di induzione tollerogena è lo stesso che ormai viene descritto nell'uomo anche per le gravi allergie IgE mediate (quelle da shock anafilattico), all'uovo stesso, al latte o alle noccioline americane e nonostante sia ovvio che le indicazioni emerse dal modello animale non possano essere trasferite in modo identico all'essere umano, la identificazione di un meccanismo preciso nel topo, che è identico in molti dei suoi "passaggi" al meccanismo che è già stato dimostrato nell'uomo, fa pensare che questa modalità di azione sia molto probabilmente la stessa che si vede nella clinica umana. E se non fosse identica sarà probabilmente molto simile. 

Sappiamo che la tolleranza immunologica si conquista attraverso un rapporto corretto con gli alimenti ed è attraverso questo tipo di modalità alimentare che si può riconquistare una funzione equilibrata del sistema immunitario.

Di fronte ad una dermatite, infatti, la nostra prassi è quella di capire il livello di infiammazione attraverso la lettura di BAFF e di PAF, i cui valori indicano la maggiore o minore ristrettezza dietetica da applicare sul piano terapeutico, e di stabilire attraverso il Profilo Alimentre personale quale sia la dieta individualizzata da suggerire al paziente.

La dieta proposta è sempre una dieta di rotazione che porta di nuovo alla tolleranza alimentare evitando le pericolose diete di esclusione

Un livello elevato di infiammazione richiede l'apporto di supporti come Ribilla e Quercitina e spesso il supporto digestivo di enzimi come Enzitox. Sono supporti all'azione della dieta che rimane la parte dominante per ottenere la guarigione controllando l'infiammazione e aiutando l'organismo a conquistare la tolleranza.