Artrite e artrosi

Disturbi artro-reumatici

Nel loro complesso sono tra le malattie più frequenti dell'umanità e sono legate per la maggior parte al fatto che nell'evoluzione della specie umana un giorno un nostro antenato si è alzato in piedi e ha cominciato a camminare eretto, fatto vantaggioso per alcuni aspetti, ma indubbiamente nocivo per la sistemazione dell'equilibrio delle nostre ossa.

Una seconda causa di questa situazione è la civilizzazione stessa; mentre non si riesce infatti a identificare tra gli animali selvatici una cospicua presenza di disturbi artro-reumatici, questi sono invece frequentissimi tra gli animali (e quindi non solo tra gli uomini) addomesticati e in cattività.

Poiché non è pensabile tornare selvaggi per migliorare la condizione delle nostre ossa, è invece possibile intervenire in modo naturale sul nostro organismo per limitare il più possibile i danni derivanti dagli stessi disturbi artro-reumatici e contemporaneamente limitare o eliminare l'utilizzo dei farmaci chimici antinfiammatori che, anche se utilissimi nei casi acuti e usati per pochi giorni, diventano prodotti tra i più tossici e con i maggiori effetti collaterali dannosi per l'uomo, se utilizzati cronicamente.

Sintomi

È prima indispensabile chiarire però alcuni concetti e alcuni termini su cui spesso esiste confusione. In generale si possono definire "disturbi reumatici" tutti i dolori che derivano da un coinvolgimento delle ossa, delle articolazioni e dei muscoli a esse vicini.

"Reumatismo", invece, è un termine che può essere inteso in due sensi: il primo è quello di dolori che "girano" (dal verbo greco "réo", che significa appunto "scorrere, vagare") effettivamente per il corpo, colpendo una o più articolazioni od ossa, e viene usato in senso non specifico; il secondo è legato invece in senso più specifico a un coinvolgimento delle strutture ossee e delle cartilagini delle articolazioni, dipendente da una precedente infezione contratta anche molti anni prima del manifestarsi del male (tonsilliti da streptococco o scarlattina) e che coinvolge però anche altre strutture dell'organismo come il cuore, i reni e il sangue (questo è infatti il famoso "reumatisino del sangue" di cui quasi tutti hanno sentito parlare, ma di cui pochi conoscono l'esatto significato).

All'interno dei reumatismi intesi in senso largo e non specifico, vi sono numerose forme patologiche particolari, riconducibili però poi al sintomo specifico del dolore in determinati momenti o posizioni.

Su questi due termini si inserisce, a complicare il tutto, il concetto di "artrosi", che può essere causa stessa dei dolori reumatici ed è legata all'invecchiamento e all'usura delle cartilagini stesse, e più frequentemente è riferita alla colonna vertebrale, per cui chi dice di avere "la cervicale" ha in realtà una "artrosi cervicale", e così via per chi ha "la lombare", eccetera.

L'artrosi cervicale poi, di per sé, può provocare (e usiamo la cervicale come esempio) delle sofferenze a carico dei nervi o dei muscoli vicini, quindi scatenare, per esempio, una nevrite del braccio, di cui non ha "colpa" il braccio, ma il collo.

Inoltre, bisogna sapere che l'artrosi non è una malattia in assoluto, in quanto corrisponde a un normale invecchiamento delle cartilagini; è una malattia quando compare il dolore che infastidisce e immobilizza, ma potremmo trovarci di fronte a una vecchietta con un'avanzata artrosi cervicale che tuttavia non soffre assolutamente di dolori e, al contrario, a una giovane donna con una modesta artrosi, ma con dolori molto intensi.

Questo dipende dal fatto che intorno alle ossa artrosiche esistono dei muscoli che possono essere più o meno contratti. Se sono morbidi e rilassati, il dolore può non comparire; se invece sono duri e tesi, anche semplicemente per cause nervose o per le preoccupazioni, ecco che i nervi intorno vengono compressi e irritati e si genera dolore locale e anche a distanza (dolori lungo il braccio, alle mani, formicolii, eccetera).

Un altro termine da capire è la parola "artrite". Questa sta a indicare un fatto acuto. Così, per esempio, chi ha il ginocchio gonfio e dolente dopo una caduta avrà un'artrite (cioè un'infiammazione dell'articolazione del ginocchio) dovuta al trauma recente.

Chi ha già l'artrosi del ginocchio può avere delle fasi in cui il ginocchio improvvisamente fa più male, è gonfio, quasi immobilizzato, e questo significa che si sta soffrendo di una "fase artritica" di quella articolazione.

Quindi è importante sapere che su un fondo artrosico possono insorgere anche delle fasi artritiche acute, che saranno trattate in maniera diversa.

L'artrite può sempre lasciare delle deformazioni successive (per esempio sulle dita della mano) senza per questo essere "artrite reumatoide", o "poliartrite", che è una malattia a volte grave, dipendente da uno squilibrio generale dell'organismo, anche immunologico, e che evolve attraverso fasi artritiche successive lasciando come residuato delle situazioni artrosiche e delle deformazioni anche gravi.

È bene allora che di fronte a problemi artro-reumatici ci sia una valutazione medica specifica, anche per identificare le possibili cause, che possono essere sia ossee (invecchiamento e altro), sia metaboliche (Gotta, Osteoporosi, altre malattie generali), sia infettive (reumatismo specifico), sia immunologiche (artrite reumatoide), sia da alterata statica corporea (una gamba più lunga dell'altra), sia allergiche (come molte forme di artrite da Intolleranze alimentari) e così via.

A quel punto però, prima di imbottirsi di farmaci antinfiammatori, analgesici vari e cortisonici, può essere utile intervenire naturalmente sui propri disturbi cercando una soluzione alternativa che la medicina naturale offre, consentendo, anche in chi inizia a curarsi molto tardi, quanto meno di poter ridurre l'assunzione dei farmaci chimici ai minimi dosaggi.

Alimentazione

Nel caso di forme reumatiche infiammatorie, cioè nel caso di artrite, artrosi e comunque di dolori artro-reumatici e muscolari, la componente infiammatoria è sempre molto intensa, e recenti studi hanno confermato l'assoluta importanza di studiare l'eventuale presenza di ipersensibilità alimentari (per esempio attraverso un RecallerProgram); le diete di rotazione che ne derivano possono spesso essere risolutive sul dolore e sull'evoluzione della malattia stessa.

La riduzione dell'infiammazione da cibo è senza dubbio uno degli approccio migliori ai problemi articolari e spesso permette di ridurre la frequenza e il dosaggio dei farmaci antinfiammatori. 

Mantenere nella propria alimentazione latte, yogurt, formaggio, pesce, semi di sedano, tuorlo d'uovo, per ritrovare il Calcio e la vitamina D necessari, ampliando poi con verdure a foglia larga e verdi in particolare, lievito di birra, cereali integrali, carne, noci per recuperare le altre sostanze.

Omeopatia

Vengono trattati insieme i prodotti indicati per i Disturbi artro-reumatici senza specificare la "malattia" per cui sono indicati, perché il rimedio omeopatico agisce sull'organismo intero stimolando tutte le sue difese.

Quindi, sia che il dolore sia da cervicale oppure da lombare, se le caratteristiche del dolore sono quelle, per esempio, di Rhus toxicodendron, il rimedio andrà bene sia per un caso che per l'altro, sia che il dolore sia acuto (nel qual caso si prenderanno 3 o 4 granuli per 3 o 4 volte durante la giornata), sia che il dolore sia cronico (nel qual caso si manterrà l'assunzione di 5 granuli al mattino a digiuno anche per 2 o 3 mesi consecutivi, aumentando il ritmo delle assunzioni in caso di riacutizzazione del dolore).

Bisogna comunque sapere che di fronte ai disturbi artro-reumatici l'intervento dell'omeopatia è importantissimo per la ricerca di un trattamento di fondo, non solo legato quindi al fenomeno doloroso acuto.

Ma per ottenere questo risultato è necessaria una valutazione molto più allargata, che lasciamo quindi obbligatoriamente al singolo rapporto tra il medico omeopatico e il paziente.

Rhus toxicodendron 7 CH o 5 CH: il dolore è di preferenza legato all'immobilità, ci si sente male quando si sta seduti fermi a lungo, o di notte a letto. Sono molto dolorosi i primi movimenti, ma quando ci si è scaldati il dolore migliora; dopo uno sforzo prolungato il dolore, però, ricompare. I dolori sono soprattutto su tendini, legamenti e articolazioni e sono peggiorati dal freddo e dall'umidità mentre sono migliorati dal caldo.

Kalim iodatum 5 CH: il dolore è di preferenza localizzato sulle ossa lunghe ed è prevalentemente notturno, dovuto quindi all'immobilità. La persona deve alzarsi anche durante la notte ed è molto fastidioso il primo movimento mentre, dopo qualche passo, la situazione migliora.

Tubercolinum residuum 15 CH (3 granuli anziché 4 o 5 per la singola dose): il dolore è come quello di Rhus toxicodendron, cioè legato allo star fermi e migliora con i movimenti lenti, mentre i primi movimenti sono molto dolorosi. C'è però una tendenza alla rigidità mattutina e un progressivo irrigidimento (anchilosi) delle articolazioni interessate. È caratteristico il fatto che il dolore non sia influenzato né dall'umidità né dalle variazioni atmosferiche.

Rhododendron 5 CH o 7 CH: il dolore è sempre legato all'immobilità ma migliora fin dai primi movimenti; è caratteristico che il dolore diventi intollerabile prima del temporale, ma si riduce molto dopo che è scoppiato. Generalmente i dolori sono come fitte vaganti, che si muovono un po' a zig-zag sul corpo.

Dulcamara 5 CH o 7 CH: per il dolore che insorge dopo l'esposizione al freddo-umido, comprendendovi anche le sudate di fine estate senza coprirsi prima che scenda la sera, o gli sbalzi termici da condizionatore d'aria. Il dolore, ovunque esso sia, migliora un poco con il movimento e con il calore; il rimedio è utile sia in un fatto acuto sia in un fatto cronico.

Bryonia 5 CH o 7 CH: è il prodotto per eccellenza delle sinoviti, cioè dei versamenti e delle infiammazioni interne alle articolazioni, ma è anche uno dei rimedi più usati in genere per i dolori artro-reumatici, purché i dolori abbiano queste caratteristiche: migliorano nettamente stando immobili e peggiorano al minimo movimento della parte colpita; migliorano con il calore locale anche se generalmente chi ne ha bisogno è una persona che non sopporta il caldo; peggiorano toccando la parte infiammata, ma migliorano facendo un'ampia pressione o un buon bendaggio. Utile in casi sia acuti sia cronici.

Silicea 5 CH o 7 CH: utile per dolori sia acuti sia cronici in soggetti freddolosi e magri con disturbi alla colonna, che sente moltissimo le vibrazioni. 1 dolori peggiorano col freddo e migliorano col caldo, peggiorano con le correnti d'aria e presentano a volte delle fasi acute nei periodi in cui cambia la luna.

Nux vomica 5 CH o 7 CH: serve per dolori spasmodici e contratturanti soprattutto al dorso e ai lombi, tipici di persone stressate, nervose e sedentarie. Quando il dolore è notturno la persona deve prima sedersi sul letto per potersi girare. Generalmente la parte più colpita è la parte destra. Migliora con il calore e con il riposo.

Apis mellifica 5 CH o 7 CH: è utile in tutti i dolori acuti con gonfiore, arrossamento e calore della parte, con sensazione locale di punture di spillo e desiderio intenso di freddo o di ghiaccio sulla parte. Ha un'azione efficacissima, ma può essere di breve durata, quindi si può assumere nei casi acuti al dosaggio di 3-4 granuli ogni 20-30 minuti fino a riduzione del dolore.

Phytolacca 9 CH: i dolori peggiorano soprattutto di notte e con il tempo freddo e umido. C'è un notevole desiderio di muoversi, ma il movimento peggiora i dolori, che migliorano invece con il tempo secco e caldo, mentre il calore locale (a letto, per esempio) è nocivo. C'è una sensazione di scariche elettriche lungo le zone colpite (soprattutto spalle e braccia) che vengono sentite come peste e intorpidite.

Causticum 5 CH: utile quando si hanno dolori con sensazione di raccorciamento dei tendini, che migliorano con il movimento lento e con il calore. Il soggetto sta meglio con il tempo umido, perché i dolori peggiorano notevolmente con il freddo secco o con il vento secco.

È importante ricordare che spesso possono coesistere nella stessa persona dei dolori con caratteristiche differenti, per cui può essere utile associare due rimedi, assumendone uno un giorno e l'altro il giorno dopo.

Inoltre, è possibile che i tipi di dolore cambino durante il trattamento, per cui, per esempio, un dolore del collo che prima si sentiva a ogni movimento, dopo sette giorni di trattamento con Bryonia si modifica presentandosi solo a letto, a riposo, con peggioramento sui primi movimenti: a quel punto il malato beneficerà di Rhus toxicodendron, che dovrà essere subito preso al posto di Bryonia.

Una volta scelto il prodotto o i prodotti idonei al caso personale, si possono associare a questi degli altri prodotti che, pur non essendo dei rimedi omeopatici puri, fanno parte dei prodotti bioterapici, largamente utilizzati come complementari in terapia omeopatica. Eccone l'elenco:

Feldspato quadratico D8 in fiale: va preso per via perlinguale nella dose di 1 fiala a giorni alterni, alla sera, in tutti i disturbi che coinvolgano la colonna vertebrale. Va associato a seconda dei casi a un altro dei seguenti prodotti (quindi una sera Feldspato e la sera successiva l'altro prodotto) a cicli di 20, 30 giorni.

Obsidienne D8 in fiale: soprattutto quando è interessata la colonna cervicale (mal di testa, torcicollo, cervicale dolente, nevriti o nevralgie del braccio e della spalla).

Apatite D8 in fiale: quando è interessata la colonna lombare (lombaggine, sciatica, blocchi di schiena, tendenza all'ernia al disco).

Orpimento D8 in fiale: quando è interessata l'articolazione coxo-femorale, quando cioè esiste l'artrosi dell'anca.

Nei periodi di pausa nell'assunzione di questi prodotti ci si può servire di Disci lumbales 5 CH (5 granuli alla sera) e Disci cervicales 5 CH (5 granuli alla sera), soprattutto per chi a livello radiologico ha già documentato una discopatia, sia essa lombare o cervicale.

Fitoterapia

In tutti i disturbi artro-reumatici la fitoterapia può dare, se seguita per lungo tempo, degli ottimi risultati di riequilibrio.

Harpagophytum procumbens: è l'Artiglio del diavolo che va usato in TM al dosaggio di 40-50 gocce per 3 volte al giorno, soprattutto nelle fasi acute, ma che ha un'ottima resa anche nell'uso cronico a un dosaggio minore, come 30 gocce 2 volte al giorno, si possono usare anche le compresse di radice al dosaggio di 2 al giorno nei casi cronici.

Pinus montana 1D macerato glicerinato: stimola la nutrizione dell'osso e della cartilagine; 40-50 gocce 1 volta al giorno.

Vitis vinifera 1D macerato glicerinato: ha soprattutto azione sulle piccole articolazioni; 40-50 gocce 1 volta al giorno.

Ribes nigrum 1D macerato glicerinato: svolge dovunque un importante ruolo antinfiammatorio; 40-50 gocce al giorno.

Generalmente viene prescritto un uso associato di questi tre gemmoterapici per lungo tempo, facendo assumere, per esempio, Pinus prima di colazione, Ribes prima di pranzo e Vitis prima di cena.

Spesso questo è un trattamento anche solo preventivo, fatto per 2 o 3 mesi nella stagione autunnale al fine di evitare il riacutizzarsi invernale di fenomeni dolorosi.

Bryonia TM e Rhus toxicodendron TM sono utili, nei dolori articolari, per delle applicazioni locali sulle zone dolenti. Basta imbeverne una garza e lasciarla sulla zona dolente per un tempo sufficiente a ridurre il dolore locale.

Nell'artrite reumatoide, invece, l'associazione fitoterapica va fatta pur sempre con Ribes nigrum 1D almeno 1 volta al giorno e con l'Artiglio del diavolo come detto prima, ma bisogna utilizzare di fondo la vite canadese, qui di seguito descritta.

Ampelopsis weitcii 1D macerato glicerinato: utile nelle fasi infiammatorie con evoluzione rapida e deformante: va assunta per lunghi periodi di tempo al dosaggio di 40-50 gocce almeno 2, 3 volte al giorno.

Oligoelementi

La funzione di singoli oligoelementi come il magnesio, il manganese, il rame, il potassio ecc. è di ridurre i gonfiori e migliorare la funzione delle cellule della cartilagine, ridurre gli stati di contrattura muscolare e migliorare la circolazione, apportare i costituenti necessari al giusto nutrimento delle ossa e dei nervi e sviluppare un'azione antinfiammatoria generale.

Come trattamento di fondo è possibile utilizzare 2,5 ml di un prodotto come Oximix 3+ al mattino in abbondante acqua o succo mentre la sera è possibile utilizzare 2,5 ml di un prodotto come Oximix 4+. Il primo svolge una buonissima azione antinfiammatoria mentre il secondo è d'aiuto nel ridurre le contratture muscolari che spesso accompagnano i disturbi artro-reumatici.

Quanto detto per i fatti artrosici vale anche come trattamento di fondo nei casi di artrite reumatoide o di poliartrite, solo che il trattamento sarà più prolungato; 3-4 mesi di assunzione, seguiti da un mese di riposo.

In tutte le situazioni di sofferenza osteoarticolare è interessato anche il metabolismo dell'osso e delle cartilagini, quindi l'integrazione alimentare mirerà a mantenere gli apporti sufficienti di Vitamina C ad almeno 500 mg al giorno, Vitamina D 400 UI al giorno, Vitamina B6 50 mg al giorno e Biofiavonoidi 500 mg al giorno, e inoltre dei diversi minerali necessari, cioè Calcio 500 mg al giorno, Fosforo e Magnesio ritrovabili in prodotti multiminerali oltre che in particolari prodotti come la Dolomite e le compresse di farina di ossa, in cui l'equilibrio tra i vari componenti è perfettamente corrispondente a quello cercato dall'uomo.

L'apporto del Magnesio è particolarmente importante nell'artrite reumatoide. Nel caso di un'artropatia cronica è sempre indicata l'effettuazione di un Mineralogramma.

Un'importantissima ulteriore integrazione può essere fatta, per tempi molto lunghi, con le cosiddette "sostanze antiossidanti", che rallentano l'invecchiamento della cartilagine (un buon prodotto che li unifica tutti e tre è Stimun-Ox 800, 1 compressa al giorno).

Altro

La medicina popolare

Di fronte al "solito dolore" che ritorna ci sono due tecniche antiche ma di estrema validità: l'uso delle foglie di cavolo sia fresche sia in cataplasma sulle parti colpite (per esempio, in una ripresa di un'artrosi cervicale si possono fare delle applicazioni notturne per 5-6 giorni sul collo e sulle spalle) e l'utilizzo di massaggi locali prolungati con grasso di bue e grappa schietta.

Per il mal di schiena acuto, il classico "colpo della strega", si può usare, e spesso funziona meglio delle iniezioni di analgesici, sia il bianco d'uovo montato a neve da applicare localmente, sia una frittata calda da lasciare in sede per almeno mezz'ora.

Questi trattamenti possono essere ripetuti più volte al giorno.

Per quanto riguarda la lombaggine o il "colpo della strega", oltre a quanto già detto in questa sede, si può consultare la voce Sciatica.

Così pure, per le contrazioni muscolari e per le mialgie si veda la voce Dolori muscolari.

Altri temi che riguardano sempre disturbi artro-reumatici sono discussi alle voci Torcicollo, Formicolii, Nevralgia, Nevrite, Osteoporosi, Dolori al coccige, Epifisite.

Si consiglia inoltre di valutare anche la voce Traumi perché spesso e volentieri nella vita quotidiana si aggiunge dolore (artrosico) a dolore (da trauma).

Naturopatia

Sotto il profilo alimentare, la naturopatia suggerisce:

  • l'introduzione nell'alimentazione quotidiana di alcuni cibi depurativi e antinfiammatori, come ananas e uva rossa (validi anche come monodieta), ciliegia, pesce grasso di mare (salmone, sgombro, sardina, ecc.), tè verde e spezie come zenzero e curcuma;
  • la sostituzione dei cereali raffinati con i cereali integrali, ben più completi sotto il profilo nutrizionale;
  • l'eliminazione di sostanze chelanti, quali i metalli pesanti, gli additivi, ecc.

Per il controllo dell'infiammazione, è inoltre opportuno provvedere alla supplementazione, ai pasti principali, di Vitamina E, 1-2 compresse al giorno, e di acidi grassi essenziali omega 3, 2-4 perle al giorno, utili anche per la ricostruzione dei tessuti.

Ai supplementi si possono affiancare alcune piante anch'esse in grado di modulare l'infiammazione a livello sistemico, come Incenso, Curcuma, Whitania (il Ginseng indiano), Zenzero e Liquirizia, meglio se sotto forma di estratti secchi titolati e standardizzati.

Può risultare utile anche un'azione dall'esterno, mediante un massaggio con oli essenziali quali Gaultheria procumbens, Juniperus communis e Eucaliptus citriodora, diluiti al 10-20% in un qualunque olio vegetale.

Per quel che riguarda specificamente l'artrosi, la naturopatia presta particolare attenzione al terreno individuale e, in particolare, allo stato di acidosi dell'organismo e al ripristino dei valori ottimali del pH interno. L'eccesso di scorie acide, causato dallo stress e dalla ingestione di troppi cibi acidificanti (proteine animali, zucchero, cereali, alcool, caffè, ecc.) e di pochi cibi alcalinizzanti (frutta e verdura), provoca - tra le altre cose - infiammazione e distruzione della cartilagine. Per contrastare l'acidità organica, sono da privilegiare rimedi di fondo quali i citrati alcalini, che aiutano il corpo a neutralizzare gli acidi.

La naturopatia inoltre punta molto sulla condroprotezione e la ricostruzione cartilaginea, consigliando, per periodi piuttosto lunghi, Glucosammina e Condroitina, un paio di grammi al giorno. Molti prodotti in commercio, tra cui la Cartilagine di squalo, le contengono entrambe.

Allergologo e Immunologo Clinico

Ossa  Dolore  Infiammazione  Reumatismi 

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