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Gabriele Piuri

Risposta di Gabriele Piuri


mercoledì, 2 maggio 2012 7:00

Dolori muscolari e infiammazione da cibo

Domanda

Buongiorno, da circa 3 anni soffro di dolori diffusi ai muscoli (in particolare ai glutei, al collo, alla schiena): sono costantemente tesi e affaticati. Ho consultato molti medici e seguito diverse terapie, ma temo di aver sottovalutato l'aspetto alimentare: non solo quello dietetico (per molto tempo ho seguito una dieta per la palestra, ricca di carni bianche e uova, probabilmente sbagliando), ma anche quello legato a eventuali intolleranze. È opportuno fare un test? E quale? Grazie.

Risposta

Gentilissimo Lettore,
in una situazione come questa è importante partire prima di tutto dagli eventuali farmaci che utilizzi in questo momento e hai utilizzato negli ultimi 3 anni. Questo perché alcune molecole farmacologiche come ad esempio le statine possono rivelarsi, in alcuni casi, dannose per i muscoli e portare dolori muscolari come quelli che ci descrivi. In questo caso è utile rivolgersi al proprio medico per valutare con attenzione in da farsi (sospendere le statine, ridurre il dosaggio ecc.) e valutare la situazione con esami specifici come le CPK. Un rialzo di questo indice ematochimico è indicativo di un danno muscolare e se questo accede in concomitanza all’utilizzo di un farmaco è importante mettere in discussione il suo impiego.

Oltre a un’attenta anamnesi dei farmaci utilizzati è importante valutare con attenzione gli aspetti nutrizionali. Una cattiva distribuzione dei pasti, uno scarso utilizzo di proteine ad alto valore biologico e la mancanza di attività fisica sono tutte situazioni da indagare in caso di dolori muscolari persistenti.

Ad esempio è importante garantire un buon apporto di proteine con una dieta che sia a tutti gli effetti normocalorica e normoproteica. Per favorire l’utilizzo delle proteine è indispensabile che queste siano distribuite in tutti i pasti che quindi saranno composti da un terzo di proteine, da un terzo di carboidrati e da un terzo di frutta e verdura. La prima colazione dovrà essere il pasto più abbondante della giornata in modo da garantire ai muscoli tutta l’energia necessaria per funzionare al meglio. È importante che il movimento sia fatto tutti i giorni facendo attenzione a non sovraccaricare troppo muscoli e articolazioni e prevedendo quindi dei giorni di carico e dei giorni di allenamento a minor intensità.

Sul piano dell’infiammazione da cibo è fondamentale sottoposi a un test per la diagnosi delle eventuali ipersensibilità come potrebbe essere un Test DRIA o un RecallerProgram. Per recuperare la tolleranza alimentare si seguirà una dieta di rotazione settimanale che rispecchi in tutto e per tutto lo svezzamento infantile. All’interno della stessa settimana ci saranno giorni in cui non assumere gli alimenti contenuti nei grandi gruppi a cui si è risultati intolleranti e dei giorni in cui reintrodurli magari in piccole quantità. Ridurre l’infiammazione da cibo vuol dire mettere i muscoli nelle condizioni migliori per funzionare.

Sul piano dell’integrazione minerale la fa da padrone il magnesio. Il magnesio svolge da un lato una potente azione miorilassante riducendo gli spasmi muscolari mentre dall’altra favorisce, da parte del muscolo, l’utilizzo dell’energia. Più energia per il muscolo vuol dire una maggior capacità di riparare i danni dell’attività fisica e quindi maggior resistenza. Si utilizzerà ad esempio un compressa a prima colazione e una compressa a cena di un prodotto come Oligo Mag Plus per cicli terapeutici di circa un mese anche ripetibili nei mesi successivi.

Utile anche l’utilizzo di un prodotto come Lyprinol che grazie al contenuto bilanciato di acidi grassi polinsaturi della serie omega 3 svolge una buonissima azione antinfiammatoria a livello di tutto l’apparato muscolare. Si utilizzerà una perla prima dei tre pasti per cicli di circa un mese anche ripetibili nel corso dell’anno.

Dolore Infiammazione da cibo Domanda Muscoli

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