Cambiare la dieta è efficace anche più dei protettori gastrici per controllare il reflusso


di Attilio Speciani
11 Settembre 2017

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Su JAMA Otolaryngology, una delle più importanti riviste mondiali nel campo del reflusso, il 7 settembre 2017 sono stati pubblicati i risultati di uno studio retrospettivo, effettuato per capire quanto una dieta a base principalmente di frutta e verdura, accompagnata da acqua un poco alcalinizzante, fosse in grado di controllare i sintomi del reflusso facendo un confronto con il trattamento classico, di solito a base di farmaci protettori gastrici (della classe degli Inibitori di Pompa Protonica).

Nell'articolo originale completo si può leggere il dettaglio dello studio, che tra il 2010 e il 2015 ha valutato quasi duemila persone con sintomi di reflusso faringo laringeo.

Si tratta di una condizione che ha sintomi, cause e storia esattamente analoghi a quelli del reflusso gastroesofageo con cui spesso si accomuna, che si associa a tosse, difficoltà di deglutizione, abbassamento di voce e iperacidità.  

Una prima coorte di 822 persone è stata trattata con esomeprazolo (o similari) e con l'abolizione di tè, caffè, cioccolato, bevande gasate, cibi unti, fritti, cibi piccanti e alcol per un periodo di 6 settimane. La seconda coorte, di 848 pazienti, è stata trattata per un periodo identico sostituendo le bevande con acqua lievemente alcalina (come San Pellegrino, Panna, Rocchetta e Vera, ad esempio, tutte con pH vicino agli 8) e con una dieta a base di verdure, frutta, cereali integrali e semi oleosi, in cui solo il 10% della dieta era costituito da prodotti di derivazione animale (in pratica 3-4 pasti alla settimana a base di carne, e un po' di latticini). 

Un cambio di dieta consente di ridurre l'infiammazione e consente di controllare e curare il reflusso meglio di quanto facciano alcuni protettori gastrici.

I risultati sono stati di fortissimo interesse, perché le persone seguite con lo schema dietetico e senza farmaci hanno avuto una riduzione significativa del punteggio clinico (RSI, Reflux Symptom Index) nel 62,6% dei casi mentre la percentuale evidenziata tra chi prendeva farmaci era solo del 54%. La riduzione media del punteggio clinico (RSI) è stata del 27% nelle persone trattate con farmaci e del 40% in quelli che hanno cambiato la propria dieta. 

Sulla base di questi numeri, la dieta si è dimostrata efficace almeno in egual misura (e probabilmente di più...) rispetto all'uso di farmaci come omeprazolo, esomeprazolo e similari. 

La dieta proposta è una dieta che riduce fortemente l'apporto dei cibi industriali, pur mantenendo anche carni, pesci, pochi formaggi e semi oleosi. Si avvicina molto alla Dieta Paleo o alla Dieta Mediterranea, che hanno entrambe una riconosciuta azione antinfiammatoria. 

Nella nostra esperienza infatti, identificare i livelli di infiammazione e definire il Profilo Alimentare di ciascuno, come facciamo nei nostri centri attraverso specifici programmi terapeutici, consente di impostare una dieta personalizzata che riduce lo stato di infiammazione da cibo e migliora notevolmente le sintomatologie del reflusso.

Nella maggior parte dei casi, una volta identificati i cibi che producono infiammazione, cerchiamo di regolarizzare l'uso dei farmaci fino a poterli sostituire del tutto con il cambio di stile alimentare. 

Anche le nuove linee guida sull'uso dei protettori gastrici hanno definito che il loro uso è stato per anni, ed è tuttora, eccessivo e spesso inutile.

Anche noi lo sosteniamo da anni e le scelte terapeutiche e cliniche più adatte si confermano essere quelle di una dieta che riduce l'infiammazione e aiuta a mangiare soprattutto sano, stimolando finalmente su base scientifica un cambio di stile di vita e non solo l'uso del farmaco.