TSH spesso più elevato negli anziani, e non serve Eutirox


di Attilio Speciani
03 Febbraio 2008

Da tempo è in atto il tentativo di abbassare il livello massimo di TSH, in modo da poter definire ipotiroidei subclinici i "malati" e somministrare così Levotiroxina (Eutirox) a un maggior numero di persone.

Il concetto dell'ipotiroidismo subclinico è questo: alcune persone che talvolta stanno benissimo hanno i valori di TSH più alti del normale. Il TSH funziona come il termostato dello scaldabagno. Se la temperatura è bassa il termostato comanda il riscaldamento. Se la temperatura è alta il termostato blocca l'elettricità. Si supporrebbe quindi che in presenza di un TSH alto l'organismo stia cercando di aumentare la produzione di tiroide, e si immagina quindi che in circolo ce ne sia meno per fare funzionare il metabolismo.

La realtà, stando ad un documentatissimo studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinological Metabolism ha invece evidenziato che oltre l'11% delle persone di oltre 70 anni ha un TSH elevato senza avere alcuna disfunzione tiroidea. La stessa cosa vale per almeno il 3% delle persone più giovani (Surks MI et al, J Clin Endocrinol Metab 2007 Dec;92(12):4575-82. Epub 2007 Oct 2).

Nonostante questo l'industria spinge per ridurre i valori limite di TSH a valori più bassi, al fine di classificare più gente tra gli ipotiroidei, obbligando, attraverso le linee guida ad una somministrazione di levotiroxina, versoimilmente inutile, ma probabilmente proficua.

Di fronte a qualcosa che viene classificato come malattia, bisogna essere pronti a ragionare con la propria testa. Per mantenere la salute, anche con i valori apparentemente sbagliati, a dispetto di chi ci vedrebbe malati quando malati sono solo i numeri.