Tre pasti sono meglio di cinque


di Attilio Speciani
12 Aprile 2016

Sono moltissime le diete che propongono tanti pasti piccolini piuttosto che pochi e più grandi.

Questa è un'indicazione più adatta al mantenimento di un ridotto apporto calorico, facilitato dal miglior controllo dell'appetito che piccoli pasti ravvicinati possono aiutare a mantenere.

Tuttavia, ormai è noto che il concetto calorico è limitato quando si stia ragionando in termini di massa magra o grassa e che il metabolismo energetico va ben oltre le calorie di quello che si è mangiato o non mangiato.

In particolare, la stretta vicinanza di più pasti continua a stimolare la secrezione di insulina (ormone dell'accumulo, anche di grasso) senza permettere che sia stimolata quella di glucagone (l'ormone che usa il grasso per produrre energia).

Il glucagone entra in azione a partire dalle prime tre-quattro ore dopo il pasto, il che significa che il consumo dei tre pasti canonici ne consente l'attività, cosa che invece viene fortemente inibita da uno schema che preveda (ad esempio) cinque o più pasti quotidiani.

Quando si sta ricercando una riduzione della massa grassa a favore di quella magra, la scelta più sensata è quella di usare tre pasti al giorno, puntando sulla prima metà della giornata per favorire ulteriormente il consumo del grasso, riducendo invece gli accumuli.

Fate una buona prima colazione, abbinate sempre carboidrati e proteine e prediligete carboidrati a basso impatto glicemico come la verdura e la frutta fresca e cruda, le leguminose e i cereali integrali.

Avere fame tra un pasto e l'altro significa non aver mangiato a sufficienza a prima colazione o nel pasto precedente.