Tiroide pigra: qualche consiglio per dimagrire


di Carla Camerotto - Nutrizionista
21 Settembre 2012

DOMANDA

Io e mio marito abbiamo smesso di fumare 6 mesi fa ed entrambi siamo ingrassati, è normale, ok. A lui però si è poi anche manifestato un ipotiroidismo grave, quindi abbiamo cercato di mangiare tipo dieta zona, un po' a favore di proteine, niente pane, pasta raramente, ma non basta a dimagrire. Avendo entrambi la tiroide pigra, ha un consiglio semplice da darci per perdere qualche chilo velocemente e gli altri più con calma? Ci stiamo un po' scoraggiando, ed essendo amanti della buona tavola... fatichiamo a vivere di pinzimoni!

RISPOSTA

Smettere di fumare è una scelta importante per contribuire al benessere dell'organismo.

Spesso il primo segnale che si ottiene è una pelle più luminosa, indice che i nostri tessuti si stanno rigenerando.

Le cellule che costituiscono l'olfatto e il gusto sono fortemente danneggiate dal fumo. Abbandonando le sigarette, gli odori e i sapori diventano più intensi. Ecco che allora il piacere della tavola diventa più forte, andando spesso a colmare il desiderio di fumare.

In questo contesto è spesso facile ritrovarsi con una taglia in più.

Fin dall'inizio sarebbe opportuno cercare di adottare delle abitudini che rendano più agevole il percorso.

Una attività fisica blanda e costante permette di gestire meglio la componente emotiva. Ci dona benessere e ci aiuta a scaricare le tensioni che spesso vengono sedate con la ritualità della sigaretta.

Per riequilibrare la fame puntiamo a gestire bene i pasti.

La colazione ha una funzione strategica per apportare già nelle prime fasi della giornata gran parte dei nutrienti necessari. La conseguente produzione di leptina (adipochina prodotta dal tessuto adiposo in seguito all'assunzione di cibo) permetterà fin dalle prime ore della giornata di godere di una buona sensazione di sazietà. L'abitudine a consumare carboidrati poco raffinati, una quota proteica adeguata e ricche porzioni di vegetali ad ogni pasto farà il resto. 

Nel vostro caso è bene considerare l'impatto di una corretta alimentazione sulla funzione della tiroide. Senza assunzione di cibo, comportamento che attiva la produzione di leptina, non viene attivata la funzione tiroidea. Inoltre, da alcune evidenze scientifiche, è forte  la correlazione tra la condizione allergica e alcune comuni affezioni tiroidee.

L'individuazione di eventuali reattività alimentari personali permette di adattare l'intervento dietetico alla singola persona e alla sua specifica componente infiammatoria. In breve tempo i risultati sono apprezzabili in un cambiamento della composizione corporea. La riduzione dell'infiammazione legata al cibo permette di perdere una parte iniziale del peso accumulato, prevalentemente a carico dei liquidi corporei.

Dimagrire tuttavia significa andare a ridurre il tessuto adiposo e mantenere (o incrementare in alcuni casi ) una buona massa muscolare: processo fondamentale per risultati duraturi. In questo contesto diviene ancora più importante nel quotidiano mantenere un buon livello di attività fisica e una gestione armonica della propria alimentazione.