Pillola, estrogeni e menopausa interferiscono sulle allergie, ma quasi nessuno lo dice!


di Redazione Eurosalus
03 Maggio 2004

Nelle recenti polemiche sugli effetti del trattamento ormonale, sia a scopi anticoncezionali sia in menopausa per la terapia sostitutiva, registriamo oggi un dato nuovo, sottaciuto da quasi tutti gli organi di informazione. L’uso degli estrogeni e degli ormoni sessuali femminili accentua la reattività allergica in generale, modificando in parte l'equilibrio del sistema immunitario.

In questi giorni di starnuti, rinite e asma, a nessuno viene in mente di chiedersi se tra le cause della accentuazione allergica ci sia per caso l'uso della pillola anticoncezionale, del cerotto per la terapia sostitutiva, o se semplicemente si è nella seconda fase del ciclo, un periodo critico in cui i livelli ormonali crescono in modo deciso.

Eppure l'interferenza ormonale sull'allergia è un dato acquisito da tempo. Sappiamo infatti che il numero di bambini malati di asma o comunque di allergia prima della pubertà è maggiore di quello delle bambine, mentre questo dato si inverte dopo la maturazione sessuale, e più “colpite” dalle malattie allergiche sono le donne (Osman M., Arch Dis Child 2003 Jul; 88(7):587-90).

Da un lato infatti il testosterone (ormone maschile) svolge una certa azione di controllo dell'allergia, mentre gli ormoni sessuali femminili (estrogeni e progestinici) sembrerebbero avere un'azione che facilita l'infiammazione e lo sviluppo di reazioni allergiche (Hayashy T. et al, Scand J Immunol 2003 Jun; 57(6):562-7).

Non ci sarebbe nulla di scandaloso in tutto questo, se il mercato degli ormoni femminili non fosse tra i più vasti del mondo occidentalizzato. E tutto sarebbe chiaro e limpido se questi possibili effetti fossero almeno segnalati sui foglietti illustrativi dei farmaci che contengono queste sostanze. Invece solo in qualche raro “bugiardino” (nome dei foglietti che accompagnano le specialità medicinali) viene segnalata la possibilità che l'assunzione degli ormoni possa determinare qualche scarno caso di asma.

Vale allora la pena di sottolineare che non è stata documentata solo un'azione di accentuazione di un fenomeno come l'asma, ma che l'assunzione di ormoni modifica in modo preciso tutta la reattività immunologica di una donna. La comparsa, durante il trattamento con la pillola, di eritema solare, ad esempio, a quel punto potrebbe essere letta diversamente: non più un deprecabile effetto della pillola, ma la sequenza di una risposta reattiva alla luce solare favorita da un importante squilibrio immunitario della persona che assume gli ormoni.

Ogni farmaco ha dei controeffetti, degli effetti collaterali e degli effetti indesiderati che vanno conosciuti. Riteniamo quindi decisamente colpevole l'assenza di queste segnalazioni relativamente agli ormoni, soprattutto se confrontiamo il particolare accanimento nei confronti di rimedi naturali come per esempio l'Iperico, i cui possibili effetti di interferenza (possibili ripetiamo) sul trattamento ormonale vengono descritti in modo evidente e preciso in ogni confezione di farmaci con una base ormonale, mentre gli importanti e documentati effetti immunologici degli ormoni vengono sottostimati e poco o nulla segnalati agli utilizzatori.

Si tratta allora di un dato da tenere ben presente. E di fronte alle allergie che incalzano (dalle dermatiti alle intolleranze alimentari alle reazioni al sole e a tante altre) impariamo a considerare anche la convenienza relativa della somministrazione di farmaci estroprogestinici o di altri trattamenti ormonali, soprattutto nei periodi di maggiore rischio.