Svezzamento dei neonati: ecco qualche suggerimento


di Valentina Chiozzi - Nutrizionista
02 Dicembre 2013

DOMANDA

Salve, nel vostro sito non riesco a trovare qualche articolo sullo svezzamento dei neonati, in quanto vorrei seguire l'autosvezzamento e vorrei sapere se è possibile fin dallo svezzamento introdurre cibi integrali e dopo l'introduzione del latte vaccino usare anche altri tipi di latte. Grazie.

RISPOSTA

Gentile lettrice,

la sua domanda ci dà l'opportunità di parlare di un aspetto molto importante per lo sviluppo del sistema immunitario del bambino.

Tutti nasciamo allergici e intolleranti ed è soprattutto durante lo svezzamento che sviluppiamo la tolleranza nei confronti dell'ambiente esterno, del "non self", entrando in contatto con i vari antigeni un po' alla volta.

Lo svezzamento è un momento importante dal punto di vista nutrizionale ed educativo. Infatti rappresenta per il piccolo una tappa fondamentale sia per l'acquisizione di una certa autonomia nei comportamenti, come l'accettazione del cucchiaino, sia per lo sviluppo di preferenze nei confronti di odori e sapori.

Lo svezzamento consiste nell'integrare cibi solidi e semisolidi (cereali, frutta, pappe, minestrine) all'alimentazione a base di solo latte (materno o formula adatta per il primo semestre).

Solitamente si consiglia di iniziare lo svezzamento intorno al sesto mese di vita, in quanto a quell'età il bambino è generalmente pronto dal punto di vista psicologico, motorio e digestivo a inserire un cibo diverso dal latte materno.

Ciò non significa smettere con il latte materno: l'allattamento è il modo per dare al bambino non solo un nutrimento perfettamente bilanciato per le sue esigenze, ma anche un riferimento affettivo importante. Quindi, se la madre lo desidera l'allattamento al seno potrà continuare dal secondo semestre di vita fino al secondo anno e anche oltre, come suggerito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. In caso non vi fosse la possibilità di allattare al seno, dal sesto mese, si sostituirà il latte "formulato 1" con un latte "di proseguimento".

Rispetto al passato, l'ordine con cui vengono inseriti gli alimenti solidi e semisolidi durante lo svezzamento non è più così cruciale. Secondo le linee guida del Ministero della Sanità la scelta dei cibi può variare in base alla preferenza del bambino, alle abitudini alimentari della famiglia e in base ai consigli del pediatra.

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di svezzamento complementare (o autosvezzamento) che permette al bambino di avvicinarsi al cibo in modo più autonomo e consapevole, attraverso assaggi dei vari alimenti: cereali, carne, pesce, legumi, yogurt, verdure e frutta. Questo metodo si discosta dal sistema classico e secondo recenti studi favorirebbe un rapporto più sereno con il cibo e una riduzione dello sviluppo di allergie.

Secondo questo approccio, non sarebbe indispensabile ricorrere solo a pappe o alimenti speciali per l'infanzia, ma si dovrebbero proporre anche assaggi di cibi del menù dei genitori.

Nel fare ciò è importante rispettare le competenze evolutive naturali del bambino, cioè, se il piccolo non ha ancora messo i denti, si proporranno cibi che non devono essere masticati oppure si frulleranno o si omogenizzeranno in modo da renderli più facilmente digeribili e assimilabili.

I genitori in questo caso devono essere molto attenti a portare in tavola cibi salutari, poco conditi (olio extravergine d'oliva), privi di conservanti e additivi ed esaltatori di sapidità (dadi) e dovranno variare il più possibile tipi di cereali, carni, pesce, frutta e verdure. Alimenti contenenti zuccheri raffinati dovrebbero comparire più tardi possibile per evitare di sviluppare una dipendenza dal gusto dolce che potrebbe diventare una minaccia la salute futura.

Per quanto riguarda l'assunzione del latte vaccino si consiglia sempre di iniziare dopo i dodici mesi poiché un inserimento anticipato potrebbe determinare un deficit di ferro e grassi polinsaturi, importanti per la crescita. L'introduzione del latte vaccino avverrà utilizzando latte intero allungato con acqua nella proporzione di 4 parti di latte e 1 di acqua.

Con le bevande vegetali si può procedere con le stesse modalità anche prima dei dodici mesi poiché l'inserimento di cereali e legumi avviene già prima dell'anno.

Per quanto riguarda l'uso dei cereali integrali, si può partire da farine semi integrali mescolate a farine normali oppure qualche chicco di riso integrale all'interno della crema di riso o tapioca che vengono normalmente utilizzate.

Lasciare trascorrere un paio di giorni tra una prova e l'altra permette di abituare delicatamente e gradualmente l'intestino del bimbo a gestire la fibra insolubile dei cereali integrali.

Nello svezzamento complementare il ruolo del genitore è più che mai fondamentale, poiché il fattore "imitazione" è determinante. È opportuno che i pasti avvengano a orari regolari. Non abituare il bambino a mangiare in fretta mentre gioca perché ciò potrebbe favorire l'abitudine a mangiare fuori pasto e interferire con l'apprendimento della capacità di riconoscere lo stimolo della fame e della sazietà. Anche valorizzare e mantenete nel tempo il rituale di consumare insieme una ricca colazione è importante perché ai bambini piace mangiare con i genitori e cercare di imitarli.

Dare il buon esempio è come sempre fondamentale. Sapere che in questa fase di crescita del proprio figlio le abitudini del nucleo familiare potranno essere determinanti per il suo benessere non rappresenta solo una responasabilità, ma un'opportunità concreta per modificare o riequilabrare l'alimentazione di tutta la famiglia.