Dimagrire: diete ipocaloriche?


di Attilio Speciani
07 Novembre 2014

La storia dell'umanità insegna che nelle popolazioni che mangiano meno (e si muovono di più) è raro trovare persone obese o diabetiche.

Questo ha erroneamente portato la scienza a ritenere, negli anni passati, che le diete ipocaloriche potessero risolvere il problema del sovrappeso e dell'obesità che colpisce in modo sempre più ampio la popolazione mondiale.

La realtà dei fatti documenta però ogni giorno che quando una persona in sovrappeso inizia a mangiare meno, affidandosi a diete ipocaloriche prolungate, da un lato perde peso (spesso più muscolo che grasso), ma dall'altro lo recupera in brevissimo tempo appena cessa il rigoroso controllo alimentare.

In modo ancora più preoccupante inoltre, in molte persone si vede un'iniziale perdita di peso, seguita però da un graduale, lento e inesorabile recupero dei chili perduti nonostante la prosecuzione della dieta ipocalorica (fatto dovuto all'abbassamento del metabolismo provocato dalla stessa riduzione calorica).

È indispensabile lanciare all'organismo segnali alimentari più congrui con il benessere e nella nostra pratica clinica, in SMA, seguiamo da anni le persone con problemi di sovrappeso e alterazioni della sensibilità insulinica con criteri di impostazione nutrizionale individuali, attraverso specifici percorsi terapeutici.

 

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