Antistaminici: capiamo bene come funzionano, con pregi e difetti


di Gabriele Piuri - Medico Chirurgo
14 Marzo 2011

DOMANDA

Vi scrivo perché ho letto sul vostro sito che vi sarebbe un nesso tra l'assunzione di antiallergici e un'eventuale amenorrea. Ho una figlia di 15 anni che sta assumendo da circa un anno il vaccino iniettivo antiallergico per dermatofagoidi della ditta Alk-Abell, e da quattro mesi si è presentata un'amenorrea. Vorrei, cortesemente sapere se vi possa essere qualche relazione.Ringrazio anticipatamente.

RISPOSTA

Gentilissima Lettrice,

ci faccia cortesemente sapere in che parte del nostro sito ha ritrovato una notizia simile, perché non ci risulta espressa in questi termini.

In ogni caso esiste un dato estremamente importante sul fatto che gli antistaminici possano determinare delle interferenze ormonali. Molti studi ormai confermano il fatto che gli antistaminici possano portare a un iperinsulinismo con tutte le tematiche a questo correlato.

È però da dire che un vaccino iniettivo antiallergico (altrimenti chiamato con il termine di "immuno terapia specifica") contro gli acari non presenta questi rischi.

In ogni caso nella colonna qui a destra può trovare i riferimenti a tante pagine del nostro sito in cui si discute diffusamente sulle tematiche correlate con l'amenorrea offrendo spunti interessanti di approccio al problema. Ad esempio non ci dece nella sulle abitudini alimentari di sua figlia, sull'eventuale attività fisica che invece rivesto grande importanza nella comprensione di un problema come l'amenorrea.

Ad esempio una prima colazione abbondante, l'abbinamento a tutti i pasti di carboidrati e proteine e una moderata attività fisica sono abitudini di grande aiuto nel regolarizzare il ciclo mestruale e si rivelano estremamente utili in caso di amenorrea. Allo stesso modo lo studio delle eventuali allergie alimentari ritardate e l'impostazione di una dieta per il recupero della tolleranza immunologica si rivela di aiuto nel ripristinale l'equilibrio ormonale di una donna.

Ci teniamo a sottolineare un concetto che ritenimamo estremamente importante: il farmaco antistaminico persenta in realtà un'azione che é strettamente correlata con il controllo dell'istamina stessa e un'altra che é invece spiccatamente di tipo ansiolitico e che quindi va ad agire elettivamente sul piano neurologico.

Quando si usa un antistaminico classico è indispensabile tenere presente che esiste, in modo ambivalente, questa doppia azione. Sapendo questo gli effetti secondari (come il sonno, le alterazioni del comportamento e disturbi ormonali) possono essere meglio compresi.