L'attività fisica deve essere parte integrante della vita di tutti i giorni


di Gabriele Piuri
10 Dicembre 2007

Che si cammini a passo svelto, che si corra, si vada in bicicletta o si nuoti in piscina non cambia: l'importante è muoversi ogni giorno.

Il movimento rappresenta uno dei punti fondamentali nella prevenzione dei tumori. Questo concetto è stato ribadito con forza nel rapporto diffuso dalla WCRF nel convegno londinese del 1 e 2 novembre scorsi. In particolare l'abitudine ad almeno 30 minuti di attività fisica ogni giorno permette di ridurre in maniera sensibile il rischio tumorale.

Un'attività fisica regolare protegge dal cancro al colon, alla mammella (sia premenopausale che postmenopausale) al polmone e al pancreas: scusate se è poco!

L'attività fisica porta a una riduzione della resistena insulinica migliorando la gestione di questo ormone. Ricordiamo che l'insulina è tendenzialmente un ormone proinfiammatorio che non fa altro che aumentare i livelli generali di flogosi dell'organismo.

Non dimentichiamoci poi che il movimento in genere permette di riequilibrare la biochimica encefalica sostenendo il tono dell'umore e permettendo la produzione di endorfine che sono i neurotrasmettitori delle sensazioni di benessere e serenità.

Se è vero però che la pratica sportiva moderata permette di prevenire le forme tumorali, al contrario un'attività fisica smodata rischia di essere controproducente per quanto riguarda lo sviluppo di forme degenerative. Il punto di passaggio tra beneficio e aumento del rischio tumorale è stato definito intorno alle 14 ore settimanali.

Infine l'incremento del metabolismo regalato dallo sport permette di concedersi qualche sgarro in più senza compromettere in alcun modo l'equilibrio generale. In questo modo chi prevede nella propria giornata la giusta attività fisica può talvolta fare meno attenzione alla qualità dei propri alimenti.

Chi non si muove invece non può mai permettersi sgarri!