Diete, pro e contro: la dieta dei Gruppi Sanguigni


di Redazione Eurosalus
16 Marzo 2012

Prosegue l'appuntamento del venerdì di Eurosalus si concentra sull'analisi di vantaggi e svantaggi dei di un regime alimentare. Oggi analizziamo la dieta dei Gruppi Sanguigni.

Un naturopata americano, Peter D'Adamo, durante le sue ricerche sui gruppi sanguigni (0, A, B, AB), ha ipotizzato che gli alimenti potessero scatenare nell'organismo reazioni diverse a seconda del gruppo di appartenenza. La sua dieta, dunque, prevede una nutrizione differenziata in funzione del gruppo sanguigno.

D'Adamo divide la popolazione in 4 gruppi. Il gruppo 0 è quello originario, dei cacciatori/nomadi la cui alimentazione dovrà essere prevalentemente carnea e priva di cereali. Il gruppo A è invece quello dei primi agricoltori, quindi con aumento dell'apporto in cereali e verdure. Il gruppo B, di origine orientale, richiede invece un'alimentazione più ricca di latticini e di pesce, mentre il gruppo AB, più recente, è una via di mezzo tra i due precedenti e presenta grande adattabilità.

Su questa base, secondo l'autore, andrebbero studiati i fabbisogni nutrizionali.

 

Vantaggi

Se l'ipotesi fosse vera, forse ve ne sarebbe qualcuno, ma l'ipotesi è falsa. L'unico lato positivo può essere quello di spostare un po' di interesse verso la nostra evoluzione, solitamente dimenticata o trascurata.

Chi conosce un minimo di biologia sa che durante la meiosi i cromosomi si separano in modo assolutamente casuale. Dunque il cromosoma che porta (per esempio) il gruppo A, può trovarsi abbinato a cromosomi che caratterizzano l'apparato digerente dell'individuo in una qualsiasi delle modalità possibili al mondo.

Ipotizzare dunque che le esigenze nutrizionali di un individuo con sangue che porta anticorpi del gruppo A, siano identiche a tutti i suoi emo-consimili è patentemente campata in aria.

 

Svantaggi

Indubbiamente il privarsi di alcune categorie di cibi, senza che ve ne sia alcuna necessità. Nessuno morirà di dieta dei Gruppi Sanguigni, sicuramente, ma è certo che con gli “oroscopi” non si costruisce una corretta coscienza alimentare.