Covid e prevenzione in pratica: importanza di glicazione e integrazione mirata


di Attilio Speciani
08 Novembre 2020

Il tema della glicazione è oggetto delle ricerche che il nostro gruppo (GEKLab) svolge da anni sviluppando tecniche di diagnosi anticipata del diabete e del diabete gestazionale, oltre che supportare la diagnosi e la terapia dei processi infiammatori correlati agli alimenti e agli “zuccheri”.

In questo momento storico, in mezzo alla pandemia, è basilare dare supporto alla prevenzione e alla terapia attraverso il controllo personalizzato degli effetti degli zuccheri alimentari (glucosio, fruttosio, alcol, polioli), per consentire a tutti di mettere in atto in prima persona e nella propria quotidianità, strumenti efficaci di controllo della contagiosità e delle complicanze dovute al SARS CoV-2.

Il fatto che la glicazione sia fortemente correlata al COVID-19 è noto fin da febbraio 2020 perché si è visto (in vitro) che il recettore presente sulle cellule umane (ACE2 Receptor) deve essere in parte glicato o glicosilato (due termini lievemente differenti, ma comunque legati alla presenza di substrati zuccherini) perché il virus entri nella cellula e agisca.

Nello stesso periodo si è scoperto che anche la proteina spike (quella con cui il virus del COVID penetra nella cellula) deve essere glicosilata o glicata per entrare nell'organismo, generare i suoi effetti e attivare le complicanze oggi conosciute. 

Uno dei nostri ricercatori ha usato qualche anno fa il termine “caramellata”, per fare capire l'aspetto di una proteina glicata ed è un'immagine che rende sicuramente di più l'idea di questo virus che “si camuffa e si traveste da zuccherino” per entrare nelle cellule umane. 

Il 7 ottobre 2020 un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School e della Jolla University ha pubblicato su Cell Host & Microbe un lavoro che identifica la glicosilazione come elemento indispensabile perché il virus del COVID entri nella cellula umana e poi determini i danni successivi. Quanto più la proteina è glicosilata o glicata, tanto più facilmente entra nel recettore e nella cellula.

Un lavoro ancora più recente, pubblicato in novembre 2020 su Medical Hypotheses, ha confermato che la glicazione può essere la specifica chiave di accesso del virus attraverso il recettore. La glicazione dipende in modo preciso dall'eccesso di substrato zuccherino, cioè dal tipo di alimentazione seguita.

Questi studi hanno quindi provato che il livello di glicazione presente in un organismo è determinate per l'ingresso del virus del COVID nelle cellule nell'organismo. Il controllo (anche alimentare) degli zuccheri può essere importante strumento di prevenzione della infezione e delle sue complicanze

Non solo: i ricercatori hanno anche evidenziato che la maggiore glicazione (“caramellatura”) della proteina spike la può schermare (il cosiddetto effetto “shield”) dall'arrivo di anticorpi, diventando quindi fattore cruciale nella efficacia clinica dei futuri vaccini anti SARS CoV-2, oggi allo studio, contro la proteina spike. Probabilmente il prossimo vaccino anti COVID dovrà affiancare una attenzione dietetica alla somministrazione vaccinale.

La novità di questi lavori, che si integrano al nostro ambito di ricerca e alla attività clinica che svolgiamo sia in GEK sia in SMA (centro clinico in cui opero), è quella di segnalare la possibilità di verificare la glicazione (attraverso il test PerMè e il GlycoTest) come fattore predisponente, in caso di infezione da SARS CoV-2, a:

  • contagiosità
  • infezione
  • complicanze successive

Definire la glicazione significa individuare i danni da zuccheri (misurando dei biomarcatori ben precisi che noi valutiamo con il test PerMè o con il GlycoTest) ben prima che si sviluppi un eventuale diabete o una condizione di evidente alterazione del metabolismo zuccherino. Il pre-diabete è presente in modo inavvertito oggi nel 32-35% della popolazione mondiale e esiste una motivazione evoluzionistica allo sviluppo in questo preciso periodo di questo virus che è “gratificato” dal contatto con gli zuccheri (ne parlo nel video di Radio 24 inserito a fondo articolo).

Per questo, oltre che presentare questi lavori, attualissimi e fortemente innovativi, voglio condividere i suggerimenti pratici di supporto alla prevenzione e alla terapia attraverso due webinar online, gratuiti e disponibili per tutti, che terrò

  • Giovedì 12 Novembre 2020, dalle 13.30 alle 14.30
  • Martedì 17 Novembre 2020, dalle 19.00 alle 20.00

Per partecipare basta cliccare sul bottone sottostante e seguire le istruzioni per scegliere uno o l'altro webinar (potete diffonderle questa informazione, ovviamente, a tutti i vostri contatti):

Mi fa inoltre piacere lasciarvi in visione un estratto della registrazione di pochi giorni fa fatta alla TV di Radio 24 con Nicoletta Carbone.