Covid, controllo degli zuccheri e prevenzione. Ma dove sono gli zuccheri?


di Attilio Speciani
26 Ottobre 2020

Oleksandr Prokopenko / 123RF Archivio Fotografico

Solo pochi giorni fa ho pubblicato su queste pagine un articolo sulla contagiosità e sulle complicanze da Covid-19 aumentate da zuccheri e glicazione.

Ho fatto riferimento alla importante ricerca appena pubblicata dai ricercatori statunitensi della Harvard Medical School e della Jolla University su Cell Host & Microbes che riguarda la relazione tra SARS CoV-2, glicosilazione e glicazione (sono due modi diversi con cui gli zuccheri si legano alla proteina del virus). 

È una ricerca di fortissimo impatto clinico attuale e futuro per almeno tre motivi:

  • la proteina spike (quella con cui il virus del Covid entra nelle cellule umane) deve essere glicosilata dalla presenza di radicali derivanti dal metabolismo di glucosio e fruttosio per potere entrare nella cellula e iniziare la sua attività di replicazione;
  • il recettore ACE2 (quello attraverso cui il virus si aggancia alla cellula umana) deve pure essere “glicosilato” per poter consentire il passaggio del virus;
  • la presenza di fattori di glicazione sul virus può creare uno schermo protettivo nei confronti degli anticorpi, rendendo in un certo senso inattivi anche gli eventuali anticorpi sviluppati. 

L'infiammazione dovuta alla glicazione è una conoscenza recente che spiega come l'eccesso individuale di zuccheri (glucosio, fruttosio, alcol) possa determinare malattie acute e favorire lo sviluppo di malattie croniche e degenerative. Si possono definire i profili individuali alimentari per mettere in atto la miglior prevenzione e terapia nutrizionale di un grande numero di malattie.

Il nostro gruppo di ricerca studia la glicazione da alcuni anni avendo individuato alcuni specifici marcatori della glicazione e dei danni da zuccheri che possono essere individuati e studiati in modo personalizzato prima che compaiano i danni che questi possono causare. Sono gli stessi marcatori che studiamo con  il test PerMè e con il Glyco Test e che definiscono se gli “zuccheri”, in quella specifica persona, hanno superato i livelli di guardia e spiegano come assumerli senza danni. 

L'essere umano possiede addirittura un ormone (NPY) che stimola la ricerca di zuccheri, quindi gli zuccheri possono essere benefici (e sbaglia gravemente chi li rimuove totalmente), ma devono essere usati in accordo con il proprio profilo personale e spesso in modo diffratto nel tempo, cioè non a tutti i pasti (e anche fuori di essi) e non tutti i giorni. 

La presenza di alcuni fattori di glicazione è, in piccola misura, fisiologica, ma l'alimentazione può determinare un incremento dei fattori di glicazione a causa di zucchero, fruttosio, alcol e polioli utilizzati nella propria dieta. 

Giustamente quindi, anche in relazione alla possibile azione di prevenzione del Covid, molte persone ci hanno chiesto che cosa significhi “zuccheri” e qui di seguito vado a darne una descrizione più precisa.

Zuccheri

  • Saccarosio, destrosio,  zucchero da tavola, zucchero di canna/grezzo, zucchero invertito, miele, sciroppo di glucosio, succo d'agave, sciroppo d'acero, melassa, caramello, sciroppo di mais o di riso, golden syrup, sciroppo di glucosio e fruttosio.
  • Oltre ai dolci, tutti i prodotti a base di carboidrati raffinati, a elevato indice glicemico, che vengono assorbiti velocemente e provocano picchi di glicemia e la formazione di glicotossine.
  • Vino, birra, marmellate, composte di frutta, aceto.
  • Frutta disidratata, succhi di frutta (estratti, centrifughe, frullati e le varie preparazioni industriali), frutta sciroppata, yogurt dolci, miele, sciroppo di fruttosio, sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio (HFCS), caramelle, gomme da masticare, soft drink, bevande vegetali addizionate di zuccheri, bevande per lo sport dolcificate con fruttosio, alcune bevande al tè e bustine di tè solubile addizionate con fruttosio, evitando anche alcuni prodotti per diabetici spesso dolcificati con fruttosio, alcuni liquori, salse industriali, e ovviamente le bustine di fruttosio per la dolcificazione. 

Polioli

  • sorbitolo, xilitolo, mannitolo, eritritolo, maltitolo, isomaltolo, lactitolo.

È di rilievo notare che in pratica tutta la dolcificazione (anche se fatta con il miele, che rimane il prodotto dolcificante più naturale) può essere dannosa. La frutta è in genere un alimento sano e positivo, ma sul piano individuale, in condizioni genetiche alterate o in caso di eccessi di altri zuccheri, potrebbe essere da limitare ad un quantitativo più controllato, preferendo l'uso della verdura (che non contiene fruttosio) per l'alimentazione. Ed è d'obbligo ricordare che anche i dolcificanti a zero calorie stimolano nell'organismo l'assunzione di calorie compensative nel pasto successivo e sono quindi da bandire.

Oggi più che mai, la prevenzione del Covid dovrà tenere conto anche dei livelli di individuali di infiammazione da alimenti e della infiammazione da zuccheri, due delle più importanti forme di infiammazione alimentare, che possono essere misurate efficacemente con il test PerMè, con il Glyco Test e con il Recaller 2.0 Test. Sono alcuni degli strumenti che nel centro SMA in cui lavoro, tutto lo staff medico utilizza per ottimizzare la salute dei pazienti che ci ricercano. 

Voglio ricordare ancora una volta che la relazione con gli zuccheri può essere alterata su base individuale. Ogni persona deve capire il proprio profilo personale e capire quando reintrodurre correttamente gli zuccheri nella propria alimentazione. L'eliminazione assolutistica viene in genere seguita con fatica per pochi giorni e poi si arriva frequentemente ad una “rottura” delle regole e ad assunzioni anche esagerate. Solo la personalizzazione e la misura del proprio profilo consente di applicare una medicina di precisione personalizzata che consente di godere anche della compagnia, dell'amicizia, della socialità e degli zuccheri in modo corretto e rispettoso della propria salute.

Segnalo che mercoledì 28 ottobre, dalle 18 alle 20, guiderò in un webinar di approfondimento sulla nutrizione personalizzata e sulla glicazione, presentando anche gli ultimi dati scientifici sulla prevenzione del Covid-19 grazie al controllo individualizzato della utilizzazione degli zuccheri. 

Si tratta di un corso organizzato da LSWR, la casa editrice dei miei ultimi libri, in cui affronteremo i temi pratici di gestione di molte patologie come disturbi neurologici, candida, steatosi epatica, sovrappeso e malattie cardiovascolari, ma toccando anche le novità scientifiche degli ultimi giorni che riguardano la prevenzione del Covid-19 e delle sue complicanze attraverso il controllo della glicazione. La relazione con gli zuccheri è infatti controllabile. 

Una corretta misurazione delle condizioni di risposta agli zuccheri  consente di prevenire il diabete e di curare molte malattie, con la percezione di “tenere le redini in mano” e di contribuire fattivamente al proprio benessere e non essere solo in balìa della casualità.

Per maggiori informazioni e per acquistare la partecipazione al corso, si può accedere a questo link.