Science sentenzia: per la salute ci vuole più di una mela al giorno


di Michela Carola Speciani
03 Ottobre 2012

Ci vuole più di una mela al giorno. È Science a dirlo, nel titolo della sua introduzione al proprio numero del 21 settembre.

Sarebbe il comportamento la chiave per modificare l'aspettativa di vita del 60% delle persone di tutto il mondo e l'80% di quelle che vivono nei paesi a bassa o media ricchezza.

Tale quota è occupata dalle morti per malattia cardiovascolare, polmonare e per cancro. I fattori di rischio per queste patologie sono, come ricorda anche Science, in parte comuni e modificabili. Basterebbe eliminare il fumo di tabacco, mangiare meno cibo altamente processato, più frutta e verdura fresche, e aumentare l'attività fisica: nulla di così complesso, anche se sicuramente più di una mela al giorno.

"Quindi, perché la prevenzione di queste malattie è così difficile quando sembra una così buona idea sulla carta?".

La motivazione risiederebbe nel fatto che i meccanismi automatici che stanno dietro scelte alimentari quotidiane o dello stile di vita hanno radici profonde nella psiche di ciascuno. Cambiare le abitudini della popolazione, e di ciascuno, potrebbe quindi non essere così semplice.

I meccanismi da mettere in atto sono, secondo Science, quelli di sensibilizzazione, di tassazione più elevata dei prodotti nocivi (fumo e cibi processati o raffinati), di controllo delle pubblicità e delle etichette.

Lo Stato può aiutare, ma la scelta deve partire dall'individuo, con uno sguardo alla propria consapevolezza. L'utente informato può cominciare a porsi domande su quanto stia facendo e sul valore da dare, per esempio, a quello che si mette nel carrello della spesa o si porta alla bocca (si parli di tabacco o zucchero).

L'attività fisica è un altro punto di interesse discreto: grande parte della popolazione rifiuta l'attività fisica per stanchezza o per mancanza di tempo: scelta interessante dal momento che da una parte un'attività fisica moderata permette una mobilitazione della energia garantendo una migliore utilizzazione della stessa, e dall'altra allunga la vita.

La gradualità è la strada da percorrere nel singolo e da aspettarsi nella comunità. Ciò che è radicato nella abitudine, o nella educazione del cittadino non può che necessitare di tempo per essere modulato o modificato. Sembra inutile dunque aspettarsi troppo e troppo in fretta, lasciando invece spazio produttivo al percorso di ciascuno: pochi passi giornalieri possono essere sufficienti ed essere un inizio e un punto di arrivo importante nella propria salute e coscienza.

Una mela al giorno potrebbe non essere sufficiente a rendere inutili equipe di oncologi o medici di altro tipo, ma può sicuramente fare una differenza, soprattutto se parte integrante di un percorso reso consapevole. Pochi e piccoli passi per farsi del bene quotidianamente, a partire da pochi minuti di camminata giornaliera, frutta e verdura crude da accostare ad alimenti di altro tipo, scelta di carboidrati meno lavorati, di una colazione più abbondante e meglio fatta, minor uso del fumo di tabacco, fanno la strada di ciascuno verso il proprio miglior benessere possibile.