L’attività fisica moderata previene il diabete fatta al mattino e al pomeriggio. Quella intensa anche alla sera

2 Giugno 2024
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Un articolo pubblicato sulla autorevole rivista Diabetologia nel settembre del 2023 riporta i risultati di ua analisi fatta su oltre 93.000 persone utilizzando i dati della BioBank britannica.

Ne è emerso che il momento della giornata in cui si pratica attività fisica determina una maggiore o minore azione di prevenzione del diabete di tipo 2 (DMT2).

L’attività complessivamente fatta è comunque importante in termini preventivi generali e sostiene lo stato di salute ma nei confronti del DMT2 (cioè il diabete dovuto alla alimentazione) è emerso con chiarezza che l’attività intensa ha sempre un effetto protettivo e preventivo mentre quella moderata e leggera è utile solo se praticata al mattino o nel pomeriggio.

Evidentemente la maggiore resistenza insulinica presente negli orari tardo pomeridiani o serali non viene vinta dalla attività leggera mentre quella intensa svolge sempre e comunque il suo lavoro. 

Fare attività fisica in modo corretto, scegliendo anche gli orari più efficaci, sostiene gli effetti della nutrizione personalizzata per prevenire lo sviluppo del diabete e delle malattie con questo correlate.

Con tutta probabilità è coinvolto anche il meccanismo della glicazione perché la presenza di una maggiore resistenza insulinica nelle ore serali chiama direttamente in causa questo tipo di azione.

Questo è confermato dal fatto che in assenza di utilizzazione di alcolici (pomeridiani e serali) la differenza tra le diverse intensità di esercizio tendeva ad attenuarsi.

Ed è utile ricordare che lo sviluppo del diabete di tipo 2 dipende sempre da molteplici fattori e oltre alla assenza di attività fisica, uno dei più importanti è proprio la presenza di livelli elevati di glicazione, cioè di eccesso di zucchero, fruttosio, alcol, dolcificanti e polioli che facilitano la induzione di una sempre più intensa resistenza insulinica e lo sviluppo di iperglicemia e poi di diabete. 

Questi livelli di glicazione sono oggi misurabili e soprattutto si può seguirne l’evoluzione per capire se il controllo nutrizionale personalizzato è efficace nella loro regolazione. 

Attività fisica e nutrizione si danno la mano per supportarsi reciprocamente nella loro sinergia di effetti.

Su Eurosalus molti articoli, già pubblicati, aiutano a capire come gestire al meglio l’attività fisica. 

Tra i tanti, cito l’articolo di Mattia Cappelletti “L’esercizio che salva la mente” e l’articolo di Michela Carola Speciani “L’esercizio in supporto agli psicofarmaci”.

Riuscire a bilanciare buon cibo (nei modi giusti) e attività fisica piacevole sembra essere una ricetta con basi scientifiche molto solide per vivere meglio, sani e a lungo.