Cibi che ingrassano banditi dalle scuole. Comincia la Spagna


di Attilio Speciani
11 Luglio 2011

Merendine e snack industriali, ma anche succhi di frutta filtrati e senza fibra, cibi e alimenti dolcificati o edulcorati con dolcificanti ipocalorici e così via. Si tratta di prodotti alimentari che arrivano a indurre obesità e dipendenza comportamentale. Talvolta travestiti da cibi ingannevolmente sani (come alcuni succhi di frutta appunto) e purtroppo diventati, grazie alle azioni di marketing pubblicitario, dei prodotti di larghissimo consumo tra ragazzi e bambini. 

È veramente inusuale trovare bambini che facciano a casa loro una vera prima colazione, e la maggioranza delle "merende" fatte a scuola provengono dalle macchinette, il cui scopo è la vendita senza alcun fine educativo. Lo scorso anno la Francia aveva chiesto una migliore composizione dei prodotti distribuiti, mentre ora finalmente la Spagna ha bandito l'utilizzo scolastico dei cibi ingrassanti.

La notizia è stata ripresa anche da un articolo del BMJ (De Lago M, BMJ. 2011Jun28;342:d4073. doi: 10.1136/bmj.d4073) che segnala l'importanza di questo provvedimento per l'educazione alimentare dell'intera popolazione.

Uno studio di qualche mese prima, pubblicato su American Journal of Preventive Medicine ha dimostrato che, nella popolazione Neozelandese, esiste una caratteristica distribuzione obesogenica (che determina cioè obesità) dei negozi di alimentari (fast food e rivendite di cibi ingrassanti) localizzati nel raggio di 800 metri dalla scuola (Day PL et al, Am J Prev Med. 2011 Feb;40(2):113-21).

Le scuole con il più alto livello di obesità hanno nelle vicinanze un maggior numero di negozi ad alto impatto obesogenico di quelle con meno obesità. È interessante notare che i negozi vicini alle scuole elementari sono circa tre volte superiori a quelle dei licei evidenziando come le scelte alimentari nella scuola primaria siano davvero determinanti per gli effetti sull'obesità.

Il ritorno a scelte ecologiche, come la prima colazione ricca e l'utilizzo di merende, se necessarie, fatte in casa in modo equilibrato e rispettoso degli equilibri tra carboidrati integrali e proteine e con la giusta quantità di frutta o verdura, può davvero diventare strumento di prevenzione sociale e di educazione sanitaria finalmente efficace.

Una sola considerazione: di fronte a queste scelte ci troviamo ancora circondati da aziende che mirano a vendere bevande dolcificate anzichè prepararsi in pratica a creare distributori di qualità cui prima o poi (si spera più prima che poi) saremo tutti obbligati per mantenere il proprio benessere.