Ci sono diete adatte a prevenire le malattie degenerative?


di Attilio Speciani
10 Dicembre 2012

Anche nel caso di patologie tumorali, al di là delle indicazioni dietetiche immediate che di solito vengono date per le prime settimane successive all'intervento, chi si è ammalato può mettere in atto alcune attenzioni alimentari che aiutano in modo molto documentato il controllo della progressione tumorale.

La notizia non è nemmeno tanto nuova, ed è comunque molto buona. Facendo alcuni cambi alimentari, le possibilità di guarigione totale aumentano.

Durante la conferenza mondiale su "Alimentazione e cancro" (Londra, novembre 2007), organizzata dalla World Cancer Research Fund, si è arrivati a dire che dal 35 al 50% della mortalità tumorale potrebbe essere evitata mangiando in modo diverso.

Quindi i principi più importanti sono quelli di migliorare la qualità degli alimenti (biologico ed integrale), bilanciare correttamente carboidrati e proteine (miscelandoli nello stesso pasto), ridurre il sovrappeso e eliminare o ridurre l'uso di zuccheri a veloce assorbimento (bibite, dolciumi ecc.) aumentando invece il consumo di frutta e verdura fresca e controllando l'uso delle carni preparate (salumi),  potrebbe già essere sufficiente ad azzerare o quasi il rischio di una recidiva tumorale.

C'è qualche piccola diversità tra le diete utili per le diverse forme tumorali, ma il concetto di fondo rimane. La stessa dieta che garantisce la forma fisica durante la vita è quella che può aiutare la prevenzione del cancro ed il suo trattamento. Insomma, volersi bene porta dei vantaggi anche sul lungo periodo.

Rimane comunque preoccupante che molti medici italiani credano molto più nei farmaci che nelle possibilità a basso costo e scientificamente documentate delle variazioni alimentari per aiutare chi si trova in queste condizioni.